Alessandro Barbero invita il pubblico a una “passeggiata” lungo il Nilo, rispondendo a curiosità e domande che la serie di Roberto e Renzo Rossellini, “La lotta dell’uomo per la sua sopravvivenza” ha suscitato tra gli spettatori. A “
La bussola e la clessidra”, firmato dallo stesso Barbero con Davide Savelli, che cura anche la regia con Agostino Pozzi – in onda lunedì 10 marzo alle 22.10 su Rai Storia – obiettivo sull’Antico Egitto, ovvero sulla civiltà sviluppatasi lungo il fiume Nilo. Barbero risponde ad alcune domande del pubblico sul politeismo degli antichi egizi e sulle loro capacità idrauliche, sul ruolo e l’importanza del Faraone e sulla mummificazione. Non mancano inoltre le curiosità, sollevate sempre dai messaggi dei telespettatori, come quelle sul “natron”, un sale utilizzato in moltissime situazioni, o sulla loro alimentazione. Barbero, infine, approfondisce il ruolo dello “scriba” e la monumentalità delle costruzioni.
Con antico Egitto o antica civiltà egizia si intende la civiltà sviluppatasi lungo il fiume Nilo, dal delta nel Mar Mediterraneo a nord fino alle cateratte a sud, presso l’attuale confine tra Egitto e Sudan, per un’estensione totale di circa 1000 km. Benché il territorio fosse molto più vasto, comprendendo gran parte anche del deserto libico-nubiano, gli insediamenti umani, fin dai tempi più remoti, si svilupparono solo nella stretta fascia verdeggiante a ridosso delle rive del fiume larga, in alcuni punti, anche solo poche centinaia di metri. Fin dal 3500 a.C., di pari passo con l’avvento dell’agricoltura, in particolare la coltivazione del grano, dell’orzo e del lino, si ha contezza di insediamenti umani specie lungo le rive del Nilo. Le piene annuali del fiume, infatti, favorivano la coltivazione anche con più raccolti annui grazie ai sedimenti, particolarmente fertili (limo), che il fiume, nel suo ritirarsi, lasciava sul terreno. Ciò comportò, fin dai tempi più remoti, la necessità di incanalare le acque.
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