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Stasera in TV: La “Generazione Caporetto” di Rai Storia (canale 54). Storie di soldati, eroi, sbandati nei giorni della disfatta

Storie di soldati, eroi, sbandati nei giorni della disfatta

Una tragedia costata all’Italia 300 mila prigionieri, 350 mila militari sbandati, 40 mila tra morti e feriti, più di 400 mila civili in fuga. Sono i numeri della disfatta di Caporetto, la più drammatica sconfitta subita dal Regio Esercito durante la Prima Guerra Mondiale. Il documentario “Generazione Caporetto” di Nicola Maranesi, in onda venerdì 22 ottobre alle 22.10 su Rai Storia, ridà voce a militari e civili, recuperando le parole lasciate sulla carta nei diari e nelle lettere, nelle memorie scritte a caldo, dalle quali riaffiorano i sentimenti, le sensazioni, il vissuto che accompagnano la narrazione dei fatti. Sono voci custodite nel giacimento sconfinato dell’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano che raccontano la gloria, la codardia, l’eroismo, il caos, la paura, la morte. Ogni fatto, ogni esperienza, prende vita dall’esatto luogo degli avvenimenti, seguendo le tappe forzate di una ritirata lunga 150 chilometri. Dalla conca di Plezzo a Cividale del Friuli, da Pozzuolo del Friuli a Ragogna, dal Tagliamento al Piave. Sullo sfondo del racconto storico e geografico, la testimonianza di un soldato, l’artigliere Antonio De Maria – uno dei molti che hanno percorso l’itinerario della ritirata dall’inizio alla fine – fa da voce guida e da catalizzatore delle scritture dei commilitoni e dei civili, conducendo alla scoperta di cosa abbia rappresentato la disfatta di Caporetto, e la Grande Guerra, nell’intimo di chi l’ha vissuta sulla propria pelle.

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