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Stasera in TV: Su Rai Storia (canale 54) “Senza distinzione di genere” – Il corpo delle donne

Stasera in TV: Su Rai Storia (canale 54) "Senza distinzione di genere" - Il corpo delle donneIl corpo e la sua integrità sono beni protetti dalla costituzione sin dall’antica garanzia dell’habeas corpus di origine medievale con cui di tutelava la libertà della persona contro gli arresti arbitrari. In “Senza distinzione di genere”, il programma di Rai Cultura con Stefania Battistini – in onda martedì 27 ottobre alle 22.10 su Rai Storia – la Presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia mostra gli sviluppi storici di quella originaria garanzia, soprattutto in riferimento al corpo delle donne, oggi tutelato da un complesso di norme che regolano i due grandi filoni legati alla corporeità: da un lato, tutto ciò che è legato alla maternità, dall’altro ciò che riguarda la violenza sulle donne. Con la prima sentenza, la n.49 del 10 marzo 1971, la Corte costituzionale depenalizzava la propaganda degli anticoncezionali. Un primo passo per rivedere il concetto di reato contro “la integrità e la sanità della stirpe” che, secondo il Codice penale del 1930, includeva l’aborto, l’utilizzo e la propaganda di anticoncezionali, la morte o lesione di una donna, la causa d’onore e altro. Con la sentenza n. 27 del 1975 la Corte ha poi depenalizzato l’aborto volontario per ragioni di tutela di salute della madre. In questa temperie culturale si è fatta strada la discussione parlamentare che si conclude nel 1978 con l’approvazione della 194, la legge che regolamenta l’interruzione di gravidanza e che il referendum del 1981 non riuscirà ad abrogare. Altre sentenze importanti riguardano la regolamentazione della fecondazione assistita e arrivano a partire dal 2009 fino alle pronunce più recenti come la sentenza n. 272 del 2017 che vieta la maternità surrogata in quanto “offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”. La Presidente Cartabia affronta, infine, il tema della violenza contro le donne dal lungo iter della legge approvata nel 1996 alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza, nata nell’ambito del Consiglio d’Europa e ratificata in Italia nel 2013. È la prova di un allarme sociale a cui i legislatori dei diversi Stati stanno rispondendo.

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