Un filo rosso trasforma una galleria romana: la mostra di Uemon Ikeda

Un filo rosso trasforma una galleria romana: la mostra di Uemon Ikeda

Un’installazione di lana e seta percorrerà l’intero spazio espositivo. Con una performance di danza Butoh dal vivo.


Il 10 aprile a Roma apre “Metamorfosi intangibile”

Il 10 aprile 2026, alle ore 18.30, apre a Roma la mostra personale di Uemon Ikeda. Si intitola Metamorfosi intangibile ed è ospitata da PROSA_contemporanea.

La curatela è di Alberto Dambruoso. L’evento gode del patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation) e della Fondazione Italia Giappone.


Un filo rosso che ridisegna lo spazio

Al centro della mostra c’è un’installazione ambientale. Ikeda realizza un percorso di filo rosso, composto da lana e seta, che attraversa l’intera galleria.

Il pubblico potrà interagire direttamente con l’opera. Non si tratta quindi di una mostra da guardare soltanto.

In questo modo, Ikeda continua una ricerca ben precisa. Negli anni ha installato il suo filo rosso in luoghi storici di grande impatto. Tra questi, la Piramide Cestia a Roma e il Palazzo Reale di Napoli.

L’installazione è realizzata in collaborazione con l’artista Ximena Robles. Alle installazioni si affiancano opere in acquerello su carta.


La danza Butoh entra in scena

Durante il vernissage, a partire dalle ore 19.30, accade qualcosa di diverso. Il performer Flavio Arcangeli esegue una danza Butoh in dialogo con l’installazione.

Questa forma di danza nasce in Giappone negli anni Cinquanta. Punta a liberare gli impulsi fisici e mentali. È definita, per sua natura, una danza metamorfica.

Non a caso, Ikeda sceglie proprio questo termine per il titolo della mostra. La metamorfosi è al centro di tutto il progetto.


Arcangeli: un performer tra danza e arti visive

Flavio Arcangeli è laureato in Architettura alla Sapienza di Roma. Si avvicina alla danza nel 1997, grazie al maestro giapponese Masaki Iwana.

Ha collaborato con alcuni tra i nomi più significativi della scena butoh internazionale. Ha partecipato a eventi al MAXXI di Roma e in festival europei.


Chi è Uemon Ikeda

Ikeda nasce a Kobe nel 1952. A ventitré anni si trasferisce a Roma. Si diploma all’Accademia delle Belle Arti nel 1977.

Da allora, la capitale italiana diventa il centro della sua ricerca. Il suo lavoro fonde cultura orientale e occidentale in modo coerente e personale.

Il curatore Dambruoso scrive nel testo critico che Ikeda «ha sviluppato un tipo di pittura che si è mossa liberamente tra figurazione e astrazione». Lo stesso vale per i mezzi espressivi: pittura, installazione, scrittura e disegno convivono nella sua pratica.


Il contesto: l’anniversario Italia-Giappone

La mostra si inserisce in un momento culturale preciso. Ikeda ha partecipato di recente al progetto collettivo al Museo Venanzo Crocetti di Roma. Quella mostra celebrava il 160º anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone.

PROSA_contemporanea rappresenta quindi un nuovo capitolo. Lo spazio, nato dal recupero di una ex pasticceria, ospita uno studio di architettura e un luogo espositivo aperto alla ricerca contemporanea.

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