Il ministro ungherese passa le informazioni UE alla Russia
Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ammesso qualcosa di grave. Ha confessato di avere contatti regolari con il suo omologo russo, Sergej Lavrov. Durante queste telefonate, lo aggiornava in diretta sulle riunioni del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea.
La notizia era emersa nei giorni scorsi grazie al Washington Post. Il giornale americano aveva raccolto le testimonianze di funzionari e diplomatici in servizio a Bruxelles. Quindi la conferma è arrivata direttamente da Budapest.
Informazioni strategiche e sanzioni: cosa ha passato Szijjártó
Secondo le ricostruzioni, le telefonate non erano semplici scambi diplomatici. Szijjártó avrebbe fornito a Lavrov informazioni strategiche su questioni cruciali per l’UE. Inoltre, avrebbe coordinato gli sforzi per rimuovere dalle liste delle sanzioni società, banche e parenti di oligarchi russi.
Si tratta, dunque, di un’operazione che va ben oltre la normale diplomazia bilaterale. Le implicazioni per la sicurezza europea sono evidenti.
Le elezioni ungheresi sullo sfondo
Le rivelazioni arrivano in un momento politico molto delicato per l’Ungheria. Il prossimo 12 aprile, gli ungheresi si recheranno alle urne per rinnovare il parlamento. Per la prima volta dopo quattro mandati consecutivi, Viktor Orbán e il suo partito Fidesz rischiano concretamente di perdere consenso.
Non è quindi difficile capire perché la notizia abbia avuto una risonanza così ampia. Il tempismo, in politica, conta sempre.
Oggi su Rai Radio3: la discussione con un’esperta di relazioni internazionali
Giovedì 2 aprile, alle ore 11, la vicenda sarà al centro di Radio3 Mondo su Rai Radio3. Roberto Zichittella ne parlerà con Simona Nicolosi, docente di storia delle relazioni internazionali. La professoressa è anche dottoranda all’Università di Szeged e collaboratrice di East Journal.
La trasmissione è a cura di Anna Maria Giordano. In redazione lavorano Giulia De Luca e Costanza Spocci. Un appuntamento da non perdere per chi vuole capire meglio cosa sta succedendo nell’Europa orientale.
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