“Il Migliore” stasera su Rai 5: Valerio Mastandrea nel monologo di Mattia Torre diretto da Sorrentino
Due spettacoli teatrali firmati Mattia Torre raccontano l’Italia di oggi, tra cinismo, cibo e paradossi sociali. Con la regia televisiva di Paolo Sorrentino.
Valerio Mastandrea porta a teatro “Il Migliore”: di cosa parla
Alfredo Beaumont è un uomo normale. Un giorno, però, tutto cambia. Un incidente di cui si sente responsabile lo spinge in una crisi profonda. Da quella crisi, Alfredo non riemerge come prima: diventa un uomo cattivo.
Paradossalmente, è proprio allora che la vita gli sorride. La carriera decolla. Le donne lo cercano. Le paure svaniscono. “Il Migliore” è quindi la storia di una trasformazione, comica e terribile allo stesso tempo.
Lo spettacolo è scritto da Mattia Torre, uno dei drammaturghi più lucidi della sua generazione. Sul palco c’è Valerio Mastandrea, attore capace di muoversi con precisione tra commedia e dramma.
Stasera su Rai 5: orario e programma della serata
L’appuntamento è per sabato 9 maggio alle 21.20 su Rai 5, nell’ambito del ciclo “Sei pezzi facili”. La regia televisiva è firmata da Paolo Sorrentino, che adatta il lavoro teatrale per il piccolo schermo.
Si tratta di una serata doppia. Dopo “Il Migliore”, infatti, andrà in onda anche “Gola”, ancora di Mattia Torre. In questo secondo monologo è protagonista Valerio Aprea.
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Un ritratto feroce della società contemporanea
“Il Migliore” non è solo una storia personale. È, invece, uno specchio puntato sull’Italia di oggi. La commedia parla di chi costruisce il successo sul cinismo. Di chi usa il disprezzo come strumento di potere.
Ma c’è un paradosso al centro della storia. Quelli che vengono disprezzati non reagiscono. Anzi, rimangono affascinati. Chinano la testa e lasciano passare. Torre osserva questo meccanismo senza giudicarlo apertamente. Lo mostra, e basta. Lo spettatore trae le conclusioni.
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“Gola”: il secondo monologo della serata
A seguire, spazio a “Gola”. Anche qui la firma è di Mattia Torre, anche qui la regia televisiva è di Sorrentino. Il protagonista è Valerio Aprea.
Il monologo affronta il rapporto degli italiani con il cibo. Non come semplice piacere, però. Il cibo diventa simbolo. Rappresenta la sovrabbondanza, il benessere di facciata e, allo stesso tempo, i vuoti interiori.
Si mangia per dimenticare. Per non pensare. Per sostituire qualcuno che manca o qualcosa che non si ha. La tavola imbandita diventa così il luogo ideale dell’indifferenza italiana. Tra rabbia e ironia, Torre stigmatizza un vizio nazionale con precisione chirurgica.
Perché guardare questa serata su Rai 5
Sono due monologhi che non richiedono grandi scenografie. Richiedono ascolto. Mastandrea e Aprea, ciascuno a suo modo, tengono la scena con mestiere e intensità.
Inoltre, la presenza di Sorrentino dietro la regia televisiva aggiunge un elemento di interesse. Il regista premio Oscar sa come valorizzare le performance degli attori sul piccolo schermo.
Insomma, sabato sera Rai 5 offre teatro di qualità, accessibile e attuale. Un’occasione da non perdere per chi ama il racconto civile e la scrittura di scena.
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