Barbanera 2023: si rinnova l’appuntamento con la tradizione e le buone pratiche

Barbanera 2023: si rinnova l'appuntamento con la tradizione e le buone praticheQuando si comincia un nuovo anno, il sentimento è inevitabilmente quello dell’incertezza: cosa accadrà? Cosa aspettarsi?

In questi casi è bello poter contare su alcune sicurezze: una di queste è senza dubbio l’uscita dell’Almanacco Barbanera, che ci accompagna per il 261esimo anno.

L’Almanacco Barbanera torna in tutte le edicole e librerie d’Italia, insieme al calendario lunario che esce quest’anno sia in veste classica sia in versione Braille con contenuti multimediali. Mese dopo mese per tutto il 2023, Barbanera accompagnerà i suoi lettori con tanti pratici consigli per la casa, l’orto, il giardino e il buon vivere quotidiano, seguendo le stagioni e le fasi della luna: ricette semplici e gustose in cucina, rimedi naturali per il benessere di mente e corpo, suggerimenti contro lo spreco e brevi approfondimenti sul vivere civile, sui bisogni di condivisione e partecipazione e sulla necessità di “stare al tempo” senza farsi sopraffare dagli eventi ma ricercando ogni giorno un equilibrio armonico e consapevole con il mondo che ci circonda.

Tra le novità dell’edizione 2023, una diversa modalità di racconto, più narrativa e vicina al lettore, una veste grafica più essenziale che valorizza le poetiche illustrazioni, un nuovo approccio alla cucina, con ricette stagionali e tradizionali di facile esecuzione, una rinnovata attenzione ai temi del riciclo e del risparmio energetico, e inoltre un più ampio spazio per le curiosità scientifiche e per il tempo libero da investire nelle relazioni, nella condivisione di spazi e sogni comuni, nella cura di noi stessi e di chi amiamo. I dialoghi tra il filosofo Barbanera e il suo amico Silvano all’apertura di ogni mese si fanno poi ancora più ricchi di spunti di riflessione per superare insieme, con ironia e un vago fatalismo, le inevitabili contraddizioni dell’esistenza. Tutto l’Almanacco si fa ancora più vicino al quotidiano, grazie a una voce narrativa unica che pare raccogliere le esigenze di ascolto e rinnovamento del lettore: a parlare non è il saggio erudito, ma Barbanera l’amico, il compagno di viaggio che ci offre tutti gli strumenti per costruire una consapevolezza più intima del nostro posto nel mondo e che ci aiuta ad affrontare con il sorriso la complessità e la sempre più rapida mutevolezza delle cose. Con ottimismo, coltivando meraviglia, curiosità e intelligenza.

Quest’anno poi il calendario Barbanera esce in edicola e in libreria, per la prima volta, anche in versione ottimizzata per non vedenti e ipovedenti. Un’edizione speciale, fruibile da tutta la famiglia perché mantiene gli stessi contenuti e la grafica del calendario tradizionale ma con testi di maggiori dimensioni e integrazioni in braille e audio tramite QR-code. Un prodotto unico in Italia, realizzato in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus-Aps e Irifor.

Con una storia di oltre due secoli e mezzo e dal 2015 “Memoria del mondo” Unesco, l’Almanacco più celebre e longevo d’Italia dimostra ancora una volta la sua straordinaria capacità di rinnovarsirendendosi interprete del tempo che vive, fedele alla tradizione e visionario scrutatore del futuro, come il leggendario e misterioso filosofo che per primo lo fece dare alle stampe nel 1762. Non è un caso che la voce Barbanera, come sinonimo di almanacco, lunario e calendario, compaia nei maggiori dizionari italiani e rappresenti ancora oggi un fenomeno editoriale senza uguali, con un totale di tre milioni di copie all’anno diffuse prevalentemente tramite edicole e librerie. La sua fama ha attraversato i secoli in un crescendo straordinario: nel tempo i lettori si sono urbanizzati e poi digitalizzati, vivono luoghi, esigenze e ritmi diversi, ma Barbanera continua ad affascinarli, con i consigli, le previsioni, l’amore per il mondo e per la natura, con una filosofia di vita che guarda all’armonia tra l’uomo la natura e le cose del mondo.

La Fondazione Barbanera 1762 nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare la grande tradizione almanacchistica europea, che ha in Barbanera il suo più autorevole erede e continuatore. Quando la Fondazione Barbanera apre le sue porte, a svelarsi sono non soltanto almanacchi, ma uno spazio di pensiero e memoria, con documenti, studi e progetti fra tradizione e futuro. Una realtà unica che ora spazia nel mondo con la sua biblioteca anche online (www.bibliotecabarbanera.it), volta a custodire la memoria storica del Barbanera e a stimolare pensiero critico sul futuro della tradizione. La Fondazione è custode della più ricca collezione di lunari e almanacchi al mondo, con esemplari rari e pregiati che mostrano le infinite variazioni sul tema almanacco. Nella sua Biblioteca, oltre 50.000 volumi e documenti, 12.000 almanacchi e lunari. La Collezione Barbanera è anche online.  Dal 2020 è iniziata un’importante opera di digitalizzazione per rendere accessibile in rete la collezione di lunari Barbanera dal 1762 ad oggi. Circa 800 sono oggi le pubblicazioni online disponibili per la lettura nella biblioteca digitale www.barbanera1762.com, tra cui il prestigioso fondo Barbanera Unesco, la collezione di almanacchi e lunari Barbanera riconosciuta dall’Unesco “Memoria del Mondo”, patrimonio documentario dell’umanità, simbolo universale della cultura d’almanacco.

Ambientalista per vocazione

Il Barbanera tramanda buone pratiche e suggerisce un più sano e sostenibile rapporto con la Terra già da secoli, quando l’ambiente non era ancora un problema emergente per l’umanità. E da allora non ha mai smesso di offrirci spunti per ritrovare il valore delle sane abitudini quotidiane e per fare la cosa giusta al momento giusto, seguendo il ritmo delle stagioni e i consigli della luna. La stessa coltivazione biologica, che ancora oggi si pratica nell’Orto giardino delle stagioni, si affida ad antichi gesti sostenibili e rispettosi dell’ambiente, così come la scelta di stampare con inchiostro a base naturale su carta proveniente da foreste reimpiantate, rendono più credibile quello che le pagine dell’Almanacco ci raccontano in ogni mese dell’anno.

La casa di Barbanera, l’almanacco “vivente” nel cuore dell’Umbria

Da più di due secoli e mezzo fedele a se stesso, eppure quanto mai moderno e sempre al passo con i tempi, l’Almanacco Barbanera nasce in Umbria, a Spello, in un complesso rurale del XVIII secolo di circa 7 ettari certificati bio. È la casa di Barbanera, che ospita la sede editoriale con la redazione, accolti in un antico bachificio completamente ristrutturato, la Fondazione Barbanera 1762, un archivio storico con oltre 50mila documenti antichi di cui 13mila almanacchi, calendari e lunari da tutto il mondo, e l’Orto giardino delle Stagioni, uno scrigno prezioso di biodiversità, firmato dal paesaggista Peter Curzon, dove convivono e dialogano in armonia, tra fontane e pergolati, semi e ortaggi rari o in via d’estinzione, frutti di archeologia arborea, fiori ed erbe officinali, grazie al prezioso contributo dell’agronoma Isabella Dalla Ragione, presidente della Fondazione Archeologia Arborea. Qui, seguendo i ritmi del cielo e della terra e il crescere e il calare della luna, si sperimentano la filosofia e le buone pratiche da sempre suggerite da Barbanera in una quotidianità che si modula tra orti e prove di stampa, memorie del tempo, attualità e innovazione per un’esistenza a misura d’uomo.

Da Lunario ad Almanacco, una storia lunga 261 anni

A partire dal Medioevo, soprattutto dopo l’invenzione della stampa, lunari e almanacchi sono stati in tutto l’occidente la lettura popolare più diffusa e accessibile a tutti.  Tra quelli stampati in Italia, il più celebre e longevo è sicuramente il Barbanera, presente già dalla metà del ‘700 nella doppia forma di lunario da parete e di almanacco, fin da subito destinato a diventare in Italia una sorta di “vangelo” per i ceti rurali che ne traevano insegnamenti indispensabili per la conduzione delle terre, ma anche una inesauribile fonte di saggezza per illustri personaggi della cultura come Gabriele d’Annunzio, appassionato lettore e bibliofilo collezionista. Il Barbanera riscosse un tale successo che tutto l’Ottocento fu caratterizzato da controversie legali tra i vari “Barbanera” pubblicati parallelamente da diversi editori che da più parti d’Italia dichiaravano di stampare l’originale. Certo è che, viaggiando per fiere e mercati, il Barbanera, con i suoi cloni, per lungo tempo ha contribuito all’unificazione culturale e linguistica d’Italia, in un momento in cui era l’unico “libro” a entrare nelle case, con le sue immagini della luna e le previsioni del tempo, che era poi quello che più contava per una coltivazione di successo.

Sarà solo nella prima metà del Novecento che la casa editrice Campi, nata a Foligno nel 1892, acquisirà in esclusiva il marchio Barbanera. Grazie ai venditori ambulanti e ai cantastorie, il Barbanera continuò quindi ad attraversare la penisola italiana insieme ai fogli divulgativi che raccontavano “fattacci” di cronaca, “miracoli”, “pianeti della fortuna” e canzoni. Con l’arrivo della radio, nel 1939 i fogli volanti con i testi delle canzoni divennero “Il Canzoniere della Radio”, da cui prese le mosse negli anni ’50 del XX secolo “TV Sorrisi e Canzoni”, pubblicato dalla Campi fino al 1980. Oggi l’Editoriale Campi è nota soprattutto per essere la casa editrice del Calendario, dell’Almanacco e di altri prodotti a firma Barbanera.

Il calendario. Barbanera oltre che Almanacco è anche un pratico Calendario Lunario! Un concentrato di notizie e consigli da tenere in casa, che ci ricorda più da vicino i primi lunari in foglio che fin dal Medioevo viaggiavano per fiere e mercati. Ancora oggi nelle pagine del calendario troviamo le effemeridi, tanti suggerimenti per sapere cosa fare nell’orto, in giardino e in cantina seguendo le fasi lunari, con uno sguardo curioso alle stelle e all’oroscopo, e tanta attenzione allo star bene e alle buone pratiche.

Barbanera nei pensieri illustri

Il Barbanera è l’almanacco per antonomasia, citato in tutti i più importanti dizionari italiani (Zingarelli, Devoto-Oli, Treccani, Sabatini Coletti e De Agostini)  e con  i suoi simboli, la sua tradizione e il suo immaginario, in tempi e luoghi diversi è stato accolto nelle opere e nelle citazioni di numerosi personaggi illustri: da Luigi Capuana (1902) a Luigi Pirandello (1918), da Gabriele D’Annunzio (il ‘fiore dei Tempi e la saggezza delle Nazioni’) ad Eugenio Montale, da Maria Luisa Spaziani a Leonardo Sciascia Umberto Eco, senza dimenticare Vasco PratoliniOriana Fallaci e tanti altri autori contemporanei come Loriano Macchiavelli o Giacomo Papi.

Il personaggio: Barbanera il filosofo saggio

Erudito, astronomo, eremita, filosofo passato alla storia per la saggezza e per le sue previsioni, Barbanera sembra sia vissuto a Foligno nel 1700, in un tempo in cui i confini tra i saperi – astronomia e astrologia, scienza e buonsenso popolare – non era ancora così ben delineatiTra realtà e leggenda, questa misteriosa figura di saggio dalla folta barba nera diede alle stampe il suo primo lunario nel 1762. Per l’efficacia dei suoi consigli e la sua capacità di parlare a tutti, la sua fama crebbe di giorno in giorno travalicando i confini regionali, fino a fare delle sue “creature” il calendario e l’almanacco italiani per antonomasia.

www.barbanera.it

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