C’è oggi una fiaba: la mostra che trasforma il Castello di Miradolo in un racconto magico

Arte contemporanea e fiaba classica si incontrano finalmente in un’unica mostra. Al Castello di Miradolo arriva C’è oggi una fiaba, un percorso espositivo unico nel suo genere. La mostra trasforma ogni sala del castello in un capitolo di racconto.

Un cast stellare dell’arte moderna e contemporanea

Il progetto è straordinariamente ambizioso. Oltre venti artisti di fama internazionale partecipano a questa esposizione corale. Tra i protagonisti ci sono nomi come Lucio Fontana, Yves Klein e Michelangelo Pistoletto. Inoltre, figurano opere di Piero Gilardi, Giuseppe Penone e Carol Rama.

Ogni artista interpreta la fiaba a modo suo. Non si tratta, quindi, di semplici illustrazioni di storie note. Al contrario, le opere assumono i meccanismi profondi del racconto: lo specchio, il bosco, la metamorfosi, il lieto fine.

Stanze come capitoli, oggetti come indizi

La curatela è affidata a Roberto Galimberti. Il coordinamento generale è di Paola Eynard, con la consulenza iconografica di Enrica Melossi. Insieme hanno costruito un percorso che funziona come una soglia tra realtà e immaginazione.

Ogni ambiente del castello racconta qualcosa di diverso. Il bosco diventa paesaggio interiore. Lo specchio trasforma il visitatore in personaggio. Gli oggetti — scarpe, mele, rose, tappeti — diventano indizi simbolici.

Le opere provengono da istituzioni torinesi prestigiose

Le opere arrivano da luoghi importanti. Tra le istituzioni coinvolte ci sono la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, i Musei Reali e il Teatro Regio. Partecipano anche collezioni private, fondazioni e gallerie internazionali.

Libri rari e pop-up: la fiaba nella sua forma originale

La mostra non si ferma alle opere visive. Include anche rare prime edizioni di classici della letteratura. Dai Grimm ad Andersen, da Perrault ad Alice nel paese delle meraviglie. Sono presenti, inoltre, libri pop-up e volumi di teatro domestico.

Un dato sorprende tutti: Cenerentola conta oltre settecento varianti nel mondo. Quindi ogni versione porta con sé un significato diverso. Questo dimostra quanto la fiaba sia una struttura universale del pensiero umano.

Un’installazione sonora inedita ispirata a Ravel

Il percorso è arricchito da una componente sonora originale. Il collettivo Avant-dernière pensée ha creato un’installazione ispirata a Ma mère l’oye di Maurice Ravel. La suite, composta nel 1910 per pianoforte a quattro mani, si articola in cinque brani. Tutti si ispirano ai racconti di Charles Perrault e delle grandi autrici di fiabe europee.

La mostra è accessibile a tutti

Grande attenzione è riservata all’inclusività. I testi sono disponibili in più lingue. Sono presenti strumenti come Easy to Read, CAA, LIS e audiodescrizioni. C’è anche uno Spazio Calmo dedicato a chi ne ha bisogno.

Il progetto didattico “Da un metro in giù”

Parallelamente alla mostra nasce Da un metro in giù. Si tratta di un percorso didattico rivolto a visitatori di tutte le età. L’obiettivo è osservare l’arte e la realtà attraverso il gioco.

La vocazione femminile della fiaba e del castello

La scelta tematica non è casuale. La parola “fiaba” nasce al femminile. Molte delle prime narrazioni europee sono state scritte da donne. Quindi il Castello di Miradolo abbraccia questa vocazione con consapevolezza. A diciotto anni dalla nascita della Fondazione Cosso, il castello si conferma spazio di visione e crescita.

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