Un padre e un figlio divisi dal silenzio. Una sparatoria che cambia tutto. L’opera prima di Gianni Amelio racconta l’Italia degli anni di piombo attraverso gli occhi di un adolescente.
Il film in onda su Rai Storia
Sabato 3 gennaio alle 21.10, Rai Storia propone “Colpire al cuore” per il ciclo “Cinema Italia”. Si tratta dell’opera prima di Gianni Amelio, regista che ha fatto la storia del cinema italiano. Il film affronta il tema del terrorismo con uno sguardo diverso. Infatti, al centro della narrazione c’è il rapporto impossibile tra due generazioni.
Una storia di incomunicabilità
Il protagonista è Emilio, un ragazzo minorenne intelligente e sensibile. Suo padre Dario insegna all’Università di Milano. Tra loro il dialogo sembra impossibile. Durante una visita nella casa di campagna della nonna, padre e figlio incontrano una giovane coppia. Si tratta di Giulia e Sandro, quest’ultimo allievo di Dario.
L’incontro apparentemente casuale avrà conseguenze drammatiche. Qualche sera dopo, a Milano, Emilio si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il ragazzo assiste a una sparatoria tra terroristi e carabinieri. Tra i corpi a terra riconosce Sandro, colpito a morte.
Il cast e i riconoscimenti
Il film vede protagonisti attori di grande calibro. Jean-Louis Trintignant interpreta il padre Dario con la sua consueta intensità. Laura Morante è nel cast in uno dei suoi primi ruoli cinematografici. Inoltre, il giovanissimo Fausto Rossi presta il volto a Emilio.
La prova di Rossi conquistò pubblico e critica. Nel 1983 l’attore vinse il David di Donatello come migliore attore esordiente. Un riconoscimento meritatissimo per un’interpretazione toccante e naturale.
Un manifesto dell’incomunicabilità
“Colpire al cuore” non è solo un film sul terrorismo. È soprattutto un’opera sulla distanza tra padri e figli. Amelio racconta l’impossibilità di comprendersi in un’epoca di violenza. Il silenzio diventa protagonista quanto i personaggi stessi.
Il regista calabrese sceglie di mostrare gli anni di piombo attraverso lo sguardo di un adolescente. Emilio vive in un mondo che non capisce. Suo padre appartiene a una generazione che non sa comunicare. Tra loro si apre un abisso.
L’eredità del film
L’opera prima di Amelio rappresenta un punto di riferimento nel cinema italiano degli anni Ottanta. Il regista dimostra già una maturità stilistica notevole. La sua regia essenziale ed elegante accompagna lo spettatore senza mai essere invadente.
Il film offre uno spaccato lucido di quegli anni difficili. Non ci sono eroi né cattivi assoluti. Ci sono solo persone che cercano di sopravvivere in tempi complicati. E un ragazzo che perde l’innocenza troppo presto.
L’appuntamento è dunque per stasera alle 21.10 su Rai Storia. Un’occasione preziosa per riscoprire un classico del nostro cinema.
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