Recensione: Come rimorchiare se ti chiami Zeus, dèi ed eroi come non li abbiamo mai immaginati

Come rimorchiare se ti chiami Zeus: dèi ed eroi come non li abbiamo mai immaginatiA cinque anni di distanza dal primo libro (I grandi miti greci: i coatti supereroi ellenici, Edizioni Efesto), Marcello Mariano prova il desiderio di salire di nuovo sull’Olimpo, patria primigenia di eroi, eroine e divinità più o meno celebri, per ammirare dall’alto quello che la mitologia greca ha originato, contaminando altre culture, prima tra tutte quella latina e romana. E lo fa dando alla stampa questo secondo volume dal titolo accattivante: Come rimorchiare se ti chiami Zeus – e altri miti, uscito nel giugno del 2025 per Edizioni Efesto.

Marcello Mariano intesse poi abilmente la Storia con la mitologia, dimostrando che è la Storia a essere debitrice di quest’ultima: che cosa c’è di meglio per giustificare azioni belliche, usurpazioni di potere, tradimenti e altre nefandezze se non conferire a esse un’aurea e una discendenza divina?

Perché, a ben vedere, l’autore ci racconta una storia molto umana, che per essere resa eterna ha bisogno di contaminarsi con il divino, che sia esso sotto forma di dèi, di eroi, di spirito o di immortalità.

Nell’interessante e iniziale capitolo – Fonti letterarie e origini – si fa una premessa:

[] se nei fumetti abbiamo la Golden Age, la Silver Age e la Modern Age, e nel cinema abbiamo Allen, Tarantino e Vanzina, anche nella mitologia abbiamo delle divisioni da fa […]

L’età degli Dèi

Gli Dèi Olimpi

Età degli Dèi e degli uomini

Età degli eroi.

Ed è proprio nel passaggio dalla civiltà greca a quella della Roma imperiale che si verifica lo spostamento dalla mitologia filosofica e poco concreta – quando il mito era di necessità per placare l’umana paura di quei fenomeni naturali che la ragione non riusciva a comprendere – alla mitologia a uso e consumo di un potere oramai già consolidato e in continua espansione. La grandezza di Roma per essere resa immortale ha bisogno di essere santificata da un’origine mitica: Romolo e Remo – figure in carne e ossa inserite in un contesto che potrebbe giocarsela con il moderno Fantasy – sono i discendenti diretti di Enea che dall’Iliade di Omero passa direttamente a essere protagonista del poema romano per eccellenza, l’Eneide di Virgilio.

In questo secondo volume, quindi, Marcello Mariano si spinge ad analizzare non solo gli dèi e le dee più noti al grande pubblico, ma ci racconta anche di divinità minori – e di come esse si sovrappongono a figure molto simili presenti in civiltà, sia anteriori che posteriori a quella greca – e di semi-dèi ed eroi che hanno popolato la cultura, la tradizione orale e quella letteraria dagli albori della storia ai giorni nostri, e che si esprime anche attraverso la cosiddetta cultura pop, l’unica, al momento, in grado di coinvolgere masse di persone (giovani per lo più) con mezzi quali la musica, il fumetto (dal graphic-novel ai manga, dalla Marvel alla Disney) e le arti visive.

Il testo si articola in capitoli brevi dedicati a un singolo personaggio, ognuno introdotto da un bel primo piano – N.B. le illustrazioni sono opera dell’autore stesso –, nei quali si fa un excursus completo della sua storia, rivelandone aspetti poco noti ai più, scavando a fondo sulle sue origini, innescando collegamenti con divinità o eroi simili presenti in altri popoli, evidenziando le connessioni con la Storia.

Sono davvero perle di cultura quelle che danno luce alle pagine, a dimostrazione di un lavoro accurato e di una conoscenza profonda della materia.

Per fare solo qualche esempio, veniamo a scoprire che il famoso Apollo, dio del sole, della luce, delle arti, della poesia… insomma nell’antica Grecia il Damiano dei Maneskin della situazione  era quindi una divinità importante, contesa persino…

Tra Delfi e Delo c’avevano sta rivalità su chi fosse la città che lo adorava meglio, era proprio come Jannik Sinner, che a un certo punto lo trovavi anche nelle merendine .

Ma i romani non lo considerarono fino al 421 a. C. quando, in occasione di una terribile pestilenza, decisero di ingraziarselo dedicandogli un tempio.

Nel tardo impero i culti di Apollo (Mitra, Haelios e altre divinità solari) si fusero nel culto del Sol Invictus. Ma non è ancora finita: quando iniziò la conversione al cristianesimo venne usata tutta l’iconografia di Apollo sole pe’ le prime raffigurazioni de Cristo, tanto bastava cambià er nome sotto, ci dice Marcello Mariano con quella ironia scanzonata che lo caratterizza. Ma anche con lo sguardo attento di chi ama la Storia e la mitologia e vuole che i lettori e le lettrici vengano contagiati dalla meraviglia che si prova volgendosi a un passato che poi così passato non è, in quanto lo possiamo ritrovare nella cronaca, nei graphic novel, nelle fiabe e cartoni animati, a dimostrare che la vita (intesa come percorso privato di ognuno) non si può spiegare solo con la scienza, ma ha bisogno di un piccolo aiuto che viene dal fantastico per sostenere ansie, dolori e grandi gioie.

Avendo letto anche il primo romanzo dell’autore, non ho potuto fare a meno di lanciarmi in una sorta di confronto che mi permette di fare i miei umili complimenti all’autore per essere riuscito a mantenere lo stesso ritmo del primo, pur approfondendo i riferimenti storici e letterari con una cifra stilistica molto matura e originale.

Un libro che consiglio di leggere anche ai più giovani, certa che saranno in grado di apprezzare e riconoscere i riferimenti a personaggi (di fantasia oppure no) contemporanei famosi che noi boomer facciamo più fatica a individuare.

Per concludere, non mi rimane che aspettare il terzo volume di questa fantastica saga che ha per protagonisti eroi, dèi, semidei e piccoli (semplici) uomini.

 

Marcello Mariano è un giurista e divulgatore appassionato di mitologia, storia e cultura pop. Da anni racconta le imprese degli dèi, degli eroi e dèi mostri dell’antichità con un linguaggio contemporaneo, leggero e ironico, attraverso il suo profilo Instagram e numerose presentazioni dal vivo.

Convinto che la mitologia non debba essere materia per pochi eletti, ma un patrimonio da riscoprire con curiosità e un pizzico di sarcasmo, ha esordito in libreria con I grandi miti greci – I coatti supereroi ellenici, un viaggio semiserio nell’universo epico greco romano. Con Come rimorchiare se ti chiami Zeus e altri miti continua questo percorso di divulgazione dissacrante e documentata, raccontando le storie più assurde – e umane – della classicità, tra riferimenti storici e strizzate d’occhio alla cultura di oggi.

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