Daniele Gatti e il ritorno a Parsifal: tredici anni dopo
Ci sono opere che si aspettano. E poi ci sono quelle che si aspettano per tredici anni.
Daniele Gatti, Direttore principale della Staatskapelle di Dresda, torna a dirigere il Parsifal di Richard Wagner alla Semperoper. L’ultima volta era il 2013, alla Metropolitan Opera House di New York.
Prima ancora, nel 2008, Gatti aveva inaugurato il Festival di Bayreuth proprio con questo titolo. Un debutto che rimane nella memoria degli appassionati.
Ora, a distanza di oltre un decennio, il direttore milanese riprende in mano l’ultima opera wagneriana. Lo fa in un teatro che con Wagner ha un legame storico profondo.
Dresda, la città di Wagner
Dresda non è una sede qualunque per questo repertorio. Wagner fu Hofkapellmeister proprio in questa città. Il rapporto tra il compositore e il capoluogo sassone è parte della storia della musica europea.
«È un grande privilegio tornare a dirigere Parsifal dopo tredici anni», dice Gatti. «Ma lo è ancora di più poterlo fare a Dresda, profondamente legata alla storia di Wagner».
Il direttore sottolinea anche un aspetto personale. Alcuni musicisti presenti oggi nell’orchestra erano già con lui a Bayreuth nel 2008. Un filo che si riannoda, dunque, dopo molti anni.
Il nuovo allestimento di Floris Visser
La nuova produzione alla Semperoper porta la firma del regista olandese Floris Visser. La prima è fissata per il 22 marzo alle 16. Le repliche proseguono fino al 6 aprile.
Il team creativo è di alto livello. Le scene sono di Frank Philipp Schlößmann, i costumi di Jon Morell. Il light design è affidato a Malcolm Rippeth, i video a Will Duke, le coreografie a Demi Wals.
Il cast internazionale
Sul palco, un ensemble di voci internazionali di primo piano. Eric Cutler interpreta il protagonista Parsifal. Oleksandr Pushniak è Amfortas, Albert Dohmen è Titurel.
Georg Zeppenfeld, baritono tedesco tra i più apprezzati del momento, affronta il ruolo di Gurnemanz. Scott Hendricks è Klingsor, Michèle Losier è Kundry.
Un cast costruito con cura, adatto alla complessità di un’opera che parla di redenzione e attesa collettiva.
Parsifal: un’opera senza tempo
Rappresentato per la prima volta a Bayreuth nel 1882, il Parsifal è il testamento artistico di Wagner. Al centro c’è la ricerca della redenzione. Le speranze del singolo si intrecciano con quelle di una comunità.
È un’opera che chiede tempo. Chiede concentrazione. E un direttore capace di tenerla in equilibrio per quasi sei ore.
Gatti lo sa bene. E questa nuova produzione dresdense rappresenta, per lui, la sintesi di un percorso lungo quasi vent’anni con questo titolo.
Dopo Dresda: tournée europea e Firenze
A seguire il Parsifal, Gatti guida la Staatskapelle Dresden in una tournée europea. Le tappe includono Barcellona, Madrid, Vienna, Essen, Amburgo, Parigi, Francoforte e Praga.
In programma anche la Messa da Requiem di Verdi. I solisti sono Eleonora Buratto, Elīna Garanča, Benjamin Bernheim e Michele Pertusi.
Ad aprile, intanto, inizia il suo mandato come Direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino. Dal 18 giugno al 1° luglio proporrà l’integrale delle Sinfonie di Beethoven in quattro serate.
Un’agenda fitta, per uno dei direttori italiani più richiesti in Europa.
Commenta per primo