Dario Fo, cent’anni dopo: la settimana che farà rivivere il genio ribelle del teatro italiano

Dario Fo, cent'anni dopo: la settimana che farà rivivere il genio ribelle del teatro italianoPerché il centenario di Dario Fo non si può ignorare

Il 24 marzo 2026 Dario Fo avrebbe compiuto cent’anni. Attore, regista, pittore e drammaturgo, rimane uno dei giganti della cultura italiana del Novecento. Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, ha trasformato il teatro in uno spazio di lotta civile. Per questo il suo centenario merita di essere celebrato con serietà e passione.

La Fondazione POMA Liberatutti di Pescia raccoglie questa sfida. Dal 21 al 29 marzo 2026, propone il ciclo HO VISTO UN RE – Dario Fo sotto assedio. Non una semplice commemorazione, quindi. Bensì un confronto vivo, critico e appassionato sul suo lascito artistico e civile.

Una settimana di eventi: il programma completo

Si parte sabato 21 marzo

Il ciclo si apre alle ore 17.00 con Alessio Arena, professore all’Università di Rosario e esperto accreditato della Fondazione Fo Rame. Il suo intervento si intitola “Un Nobel per due: Dario Fo Premio Nobel per la Letteratura 1997”. Arena ricostruisce le ragioni di un riconoscimento che divise il mondo culturale internazionale. Un punto di partenza ideale, dunque, per capire chi era davvero Fo.

Domenica 22 marzo: arte e musica

La domenica propone un doppio appuntamento imperdibile. Alle 16.30 Fabio Falugiani parla di pittura e libertà creativa con “L’arte raccontata dal giullare: un equilibrista senza rete sul filo della verità”. Poi, alle 17.45, il Maestro Gabriele Bonci esplora il rapporto tra ritmo, parola e suono in “La musica secondo Dario Fo”. Due letture complementari, così, della sua straordinaria versatilità.

Giovedì 26 marzo: il grammelot di Maria Cassi

Il momento più teatrale della settimana arriva giovedì sera. Alle 21.00 l’attrice e autrice Maria Cassi porta in scena un monologo dedicato a Fo. Il titolo è evocativo: “L’attore è un atleta del cuore – Una serata con Maria Cassi e il suo grammelot delle emozioni”. Un omaggio sentito, in dialogo diretto con il grammelot, la lingua inventata e universale che Fo rese celebre nel mondo.

Sabato 28 marzo: Fo contro la censura Rai

Non poteva mancare un capitolo sulla censura televisiva. Sabato alle 17.00 la giornalista Maria Salerno affronta il tema con “Censura Rai: cos’è cambiato da Dario Fo ad oggi”. Un confronto senza filtri tra le battaglie di Fo contro la televisione di Stato e le dinamiche contemporanee dell’informazione. Un tema, peraltro, ancora molto attuale.

Domenica 29 marzo: la chiusura con letture e riflessioni

La settimana si conclude con due appuntamenti domenicali. Alle 16.30 il professor Simone Soriani presenta “Agire scrivendo, scrivere agendo. Dario Fo, autore-attore”, con la moderazione di Amleto Spicciani. Un’analisi della fusione tra scrittura e azione scenica che ha definito tutta la sua carriera. Alle 18.00, invece, l’attrice Monica Menchi chiude con letture tratte direttamente dalle opere di Dario Fo.

L’evento speciale: Jacopo Fo a Pescia il 17 aprile

Il programma prevede anche un appuntamento straordinario riservato ai tesserati. Venerdì 17 aprile alle 21.30, Jacopo Fo – figlio di Dario e Franca Rame – sarà ospite della Fondazione POMA. Porterà in scena “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo”, tratto dall’omonimo libro del 2019. Una testimonianza intima e rara, quindi, che nessun appassionato dovrebbe perdere.

L’evento è realizzato in collaborazione con la Fondazione Fo Rame, nell’ambito del progetto internazionale 100 Dario Fo – 100 anni per 100 Paesi.

Dove si trova la Fondazione POMA Liberatutti

La Fondazione POMA Liberatutti sorge sulle sponde del fiume Pescia, nell’omonima città toscana. Nata da un ex opificio ristrutturato, è oggi una vera e propria factory culturale. Ospita mostre, spettacoli, conferenze, laboratori di scrittura, pittura e scultura. Ha anche una scuola di cucina e un ristorante, il Refettorio, punto di incontro tra cultura e gastronomia d’eccellenza.

La sua filosofia è inclusiva e libera da vincoli ideologici. Esattamente come lo era il teatro di Dario Fo.

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