Dimenticate il solito pranzo della domenica: a Roma va in scena il tabù più grande

Dimenticate il solito pranzo della domenica: a Roma va in scena il tabù più grandeDomenica 25 gennaio 2026, lo Spazio Rossellini di Roma ospita un evento teatrale di rara intensità.
Alle ore 21.00, nell’ambito della rassegna “Spazio Solo”, va in scena “La morte ovvero il pranzo della domenica”.
Si tratta di uno spettacolo che ha già conquistato la critica nazionale.
Infatti, il testo è stato finalista al prestigioso Premio Ubu 2024 come migliore novità drammaturgica italiana.

La piéce porta la firma inconfondibile della Compagnia Diaghilev e del duo artistico Dammacco/Balivo.
Al centro della scena troviamo un tema universale, trattato però con una delicatezza disarmante.
Non aspettatevi un dramma cupo o pesante.
Al contrario, la narrazione si muove leggera tra ironia sottile e profonda poesia.

Un rito familiare che sfida l’ignoto

La trama ruota attorno a un rito sacro per noi italiani: il pranzo della domenica.
Tuttavia, questo appuntamento settimanale nasconde qualcosa di diverso dal solito.
In scena c’è una donna, interpretata da una straordinaria Serena Balivo.
Lei visita regolarmente i suoi genitori, una coppia di ultranovantenni.

Questi anziani, pur godendo di ottima salute fisica e mentale, hanno un pensiero fisso.
Sono consapevoli che il tempo a disposizione sta per scadere.
Perciò, non parlano d’altro che della morte, del nulla o di un’eventuale altra vita.
Sembra un argomento macabro, ma diventa un’occasione di confronto vitale.

I genitori diventano così il simbolo di tutte le madri e i padri del mondo.
Attraverso i loro dialoghi, lo spettatore viene condotto dentro le dinamiche dell’addio.
Si esplora la bellezza nascosta nell’ultima separazione dagli affetti più cari.
Inoltre, emerge la potenza dei legami che uniscono vecchi sposi e figli.

Il talento cristallino di Serena Balivo

A dare corpo e voce a questa figlia devota è Serena Balivo.
L’attrice è una delle interpreti più apprezzate della sua generazione nel panorama dei teatri italiani.
Il suo curriculum parla chiaro, costellato di riconoscimenti importanti.
Ha vinto il Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35.

Inoltre, è stata insignita del Premio internazionale Ivo Chiesa nel 2021.
La sua capacità di passare dal registro comico a quello drammatico è unica.
In questo spettacolo, la Balivo regala una performance che tocca il cuore.
Riesce a rendere visibile l’invisibile, trasformando la quotidianità in pura emozione.

La scrittura premiata di Mariano Dammacco

Dietro la magia di questo spettacolo c’è la penna e la regia di Mariano Dammacco.
Lui non è solo un regista, ma un vero pedagogo teatrale.
Dammacco costruisce uno spazio scenico essenziale, dove ogni oggetto ha un peso specifico.
Le luci e i gesti trasformano una stanza qualunque in un luogo dell’anima.

La sua drammaturgia è stata più volte premiata per la sua originalità.
Ricordiamo il successo di “Spezzato è il cuore della bellezza”, vincitore del Premio Ubu 2020-2021.
Il suo stile riesce a essere colto e popolare allo stesso tempo.
Infatti, i suoi lavori sono accessibili a tutti, parlando un linguaggio universale.

Un sodalizio artistico che emoziona

Il binomio Dammacco/Balivo rappresenta una garanzia di qualità assoluta.
Insieme hanno creato otto spettacoli che hanno segnato la scena contemporanea.
Titoli come “Esilio” e “L’inferno e la fanciulla” sono diventati dei piccoli cult.
La loro ricerca artistica mette sempre al centro il lavoro dell’attore.

Per chi ama gli eventi culturali a Roma, questa è una tappa obbligata.
I testi dei loro spettacoli sono stati persino raccolti in un volume dedicato.
Il libro, intitolato “Danzando con l’umano”, testimonia il valore letterario della loro opera.
Andare a teatro domenica sarà come sfogliare queste pagine dal vivo.

Lo spettacolo dura un’ora, un tempo perfetto per immergersi in questa atmosfera.
Le musiche originali di Marcello Gori accompagnano lo spettatore in questo viaggio.
L’appuntamento è quindi per il 25 gennaio allo Spazio Rossellini.
Non perdete l’occasione di ridere e commuovervi davanti al grande mistero della vita.

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