Un amore impossibile tra Israele e Libano: arriva in scena “Borders”
Immagina di trovare l’amore a soli 20 chilometri di distanza. Poi scopri che quei chilometri attraversano una linea di confine invalicabile. È questa la storia potente che va in scena allo Spazio Diamante di Roma dal 6 all’8 marzo.
Boaz è israeliano. George è libanese. Si incontrano per caso sull’app di incontri Grindr, quella geolocalizzata che mostra gli utenti vicini. Eppure, nonostante la vicinanza fisica, i due vivono in paesi nemici. Una recinzione sul confine li separa. E con essa, secoli di conflitto.
La chat come unico spazio libero
Tuttavia, i due non si arrendono. Continuano a parlarsi in chat, giorno dopo giorno. I loro incontri virtuali creano uno spazio liminale e sospeso. Uno spazio dove la politica non entra. Dove la guerra resta fuori. Dove le differenze culturali sembrano dissolversi.
Entrambi si attraggono. Entrambi vogliono di più. Così decidono di incontrarsi a Berlino, scelta simbolicamente come “un’isola di pace” in un mondo devastato dai conflitti.
Ma la tensione tra i due paesi torna a farsi sentire. Presto i due ragazzi saranno costretti a fare scelte molto difficili. Scelte che nessun giovane dovrebbe dover fare.
Un tema universale, una storia reale
Lo spettacolo parla di conflitto israelo-libanese con un linguaggio fresco e contemporaneo. Parla di identità queer, di frontiere invisibili, di coraggio. Ma soprattutto parla d’amore. Quello che non chiede il permesso alla storia.
Il testo è capace di toccare chiunque, anche chi non conosce il conflitto mediorientale. Perché in fondo racconta qualcosa di universale: il desiderio di connessione oltre ogni barriera.
Chi è Nimrod Danishman, il regista dietro “Borders”
Dietro questo progetto c’è una firma importante. Nimrod Danishman è regista, drammaturgo e insegnante israeliano. È cofondatore e direttore esecutivo dell’Ha’Meshulash Theatre, il teatro LGBTQ+ di Tel Aviv.
Nel 2021 ha vinto il Premio Shulamit Aloni, uno dei riconoscimenti più prestigiosi in Israele per l’impegno culturale e civile.
“Borders” è la sua opera prima. L’ha scritta e diretta nel 2018 al Teatro Tzavta di Tel Aviv. Da allora lo spettacolo ha girato il mondo: è stato prodotto a New York, Londra e Würzburg. Ha ricevuto persino una nomination come migliore opera teatrale al New York Summer Festival.
Dopo Roma, Danishman ha scritto e diretto nel 2021 “A Last Night in Rome” al Teatro Ha’Meshulash. Ha anche diretto “The Child Dream” di Hanoch Levin alla Goodman School of Acting nel Negev. Un artista in costante movimento, tra palcoscenici e confini.
Dove e quando vedere lo spettacolo
Il percorso italiano di “Borders” è già segnato. Dopo le date romane, lo spettacolo si sposta a Milano. Dal 10 al 15 marzo sarà in scena al Teatro Franco Parenti, uno degli spazi teatrali più rilevanti della scena contemporanea italiana.
Se sei a Roma, hai tempo fino all’8 marzo. Se sei a Milano, segna subito le date in calendario. Questo è uno di quegli spettacoli che lasciano il segno.
Spazio Diamante, Roma – 6/8 marzo | Teatro Franco Parenti, Milano – 10/15 marzo
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