“…e lo chiamano amore”, il progetto governativo contro la violenza di genere sbarca a Grosseto con un corto del regista Falaschi

Si intitola “Non lo farò più” il cortometraggio del regista Francesco Falaschi che ha come tema la violenza di genere.“...e lo chiamano amore”, il progetto governativo contro la violenza di genere sbarca a Grosseto con un corto del regista Falaschi

L’opera è stata realizzata all’interno del più vasto progetto “…e lo chiamano amore”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità, di cui capofila è la Provincia di Grosseto, insieme a Provincia di Siena, Provincia di Arezzo, Asl sud est.

Il valore del progetto sta nel coinvolgimento di un territorio che comprende le tre province e che si articola in più azioni, diversificate anche in relazione ai territori di riferimento, questo per definire, all’interno di un progetto unitario, percorsi differenziati sulla base delle esperienze e delle vocazioni dei territori coinvolti. Il progetto prevede la realizzazione di interventi di sensibilizzazione territoriale rivolti alla prevenzione della violenza di genere, mediante la realizzazione di interventi formativi nelle scuole e campagne di comunicazione.

“ Tutte le violenze, più o meno riconoscibili e consapevoli, ledono la dignità e la libertà della donna – spiegano Antofrancesco Vivarelli Colonna, presidente della Provincia, e la consigliera delegata Olga Ciaramella -. Per questo il progetto ritiene basilare attivare azioni di prevenzione e di stimolo alla costruzione di una cultura della non violenza, a partire proprio dalla scuola in quanto istituzione che concorre alla trasmissione culturale e valoriale. Inoltre, offrire strumenti per accrescere e sedimentare la consapevolezza di genere è importante per sviluppare cambiamenti positivi nei rapporti di potere e, quindi,per contrastare la stessa violenza di genere.”

La Provincia di Grosseto, aggiudicataria di un finanziamento di 125mila euro, ha voluto focalizzare il target del progetto soprattutto sue giovani e sul mondo scolastico attraverso percorsi formativi per docenti, per studenti, laboratori di teatro e di cinema, eventi interprovinciali di promozione e disseminazione dei risultati. Le forti resistenze all’approccio gender mainstreaming nascono spesso dalla non conoscenza dell’argomento e dalla natura “strutturale” dei pregiudizi e degli stereotipi di genere che agiscono, anche inconsciamente, a livello sociale e culturale.

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