La casa editrice più influente d’Italia nacque tra i banchi di scuola
Tutto inizia in un liceo di Torino. Nel novembre 1933, un piccolo gruppo di studenti del Liceo Classico Massimo D’Azeglio si riunisce attorno a un professore di italiano, Augusto Monti. Le riunioni avvengono dopo le lezioni. Da quegli incontri nasce qualcosa di straordinario.
Tra i giovani c’è Giulio Einaudi, figlio del celebre economista Luigi Einaudi. È lui a dare il via all’avventura editoriale, stampando la rivista del padre La riforma sociale. Quella scintilla diventa una delle case editrici più importanti della storia italiana.
Antifascismo e cultura: i primi anni della Einaudi
Il primo libro pubblicato dalla neonata casa editrice è Che cosa vuole l’America? di Henry A. Wallace. La scelta non è casuale. Fin dall’inizio, l’identità della Einaudi è segnata da una forte connotazione antifascista.
La reazione del regime non si fa attendere. Mussolini in persona dedica un editoriale sul Popolo d’Italia al volume. La Polizia tiene d’occhio il gruppo.
Il 15 maggio 1935 arrivano gli arresti. Finiscono in manette l’editore e molti collaboratori. Tra loro ci sono nomi destinati a diventare pilastri della cultura italiana: Vittorio Foa, Carlo Levi, Norberto Bobbio e Cesare Pavese.
Un catalogo costruito sotto la minaccia
Nonostante la repressione, la Einaudi continua a esistere. Quegli anni bui non fermano il lavoro culturale. Anzi, preparano il terreno per ciò che verrà dopo.
La sede storica, dal 1945, si trova in Via Umberto Biancamano 1 a Torino. Da lì, la casa editrice riprende e amplifica la sua missione.
Dalla Liberazione ai Quaderni di Gramsci: il periodo d’oro
Gli anni che seguono la Liberazione sono quelli del riscatto. Dal 1945 al 1956, la Einaudi raccoglie i frutti di un decennio di resistenza culturale. I talenti radunati negli anni bui possono finalmente esprimersi.
È in questo periodo che la casa editrice pubblica uno dei suoi capolavori editoriali. A partire dal 1947 escono le Lettere dal carcere e i Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Un’operazione editoriale di enorme importanza storica e culturale.
Rai Storia ricorda Giulio Einaudi domenica 5 aprile
In occasione dell’anniversario della scomparsa di Giulio Einaudi, Rai Cultura propone un documentario storico. Domenica 5 aprile alle 18.00 su Rai Storia va in onda Biografia di un catalogo, di Bruno Gambarotta, prodotto nel 1986.
Il documentario ripercorre la storia della casa editrice attraverso il suo catalogo. Un racconto che è, insieme, storia dell’editoria e storia d’Italia.
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