Festival della cultura umanistica a Figline Valdarno: tre giorni dedicati alla scuola del futuro

Festival della cultura umanistica a Figline Valdarno: tre giorni dedicati alla scuola del futuro

Dal 8 al 10 maggio 2026, Figline Valdarno ospita il 7° Simposio del Festival della Cultura Umanistica. Il tema centrale è “Socrate, dove sei? Dalla scuola come obbligo all’educazione come cammino condiviso”. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

Un appuntamento con radici storiche profonde

La scelta di Figline Valdarno non è casuale. Proprio qui nacque, nel Quattrocento, il filosofo umanista Marsilio Ficino, figura centrale dell’Umanesimo fiorentino. Insieme a Pico della Mirandola, Ficino animò la cerchia culturale di Lorenzo de’ Medici. Inoltre, quest’anno il simposio apre ufficialmente i festeggiamenti per il Centenario del Liceo Paritario “Marsilio Ficino”, previsto per il 2026/27.

Il festival è promosso dall’APS Accademia Marsilio Ficino, dal Comune di Figline e Incisa Valdarno e dall’Associazione Culturale Feeria – Comunità di San Leolino.

Oltre 20 appuntamenti in tre giorni

Il programma è ricco. Sono previste più di 20 iniziative tra lectiones magistrales, conversazioni, tavole rotonde e forum. Gli incontri toccano temi urgenti: educazione, fragilità giovanile, tecnologia, letteratura e discipline classiche. Tutti gli appuntamenti si svolgono in varie sedi della cittadina valdarnese.

Il programma nel dettaglio

Venerdì 8 maggio: si parte con la psicologia e la tecnologia

La prima giornata si apre alle 9.15 con la lectio magistralis di Anna Maria Debolini, psicologa e psicoterapeuta. Il titolo è “Coltivare il futuro: la sfida di educare”. Alle 12, invece, Claudio Gentili affronta “La dimensione umana nell’educazione tecnologica”.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, tre incontri sono dedicati alla figura di Socrate. In serata, alle 21.15, si tiene la tavola rotonda “L’arte di amare: spezzare le catene delle dipendenze”.

Sabato 9 maggio: letteratura, Platone e metodi educativi

La mattina del sabato è particolarmente densa. Alle 9.20 Elena Ugolini, già Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, parla della scuola come luogo di scoperta di sé. Alle 10.45 lo scrittore Pietro Del Soldà esplora “L’eros platonico come fonte del sapere”.

A seguire, alle 12, Roberto Carnero dell’Università di Bologna interviene sull’insegnamento della letteratura come pratica relazionale. Nel pomeriggio, alle 15.15, don Carmelo Mezzasalma tratta il tema della cultura come bussola educativa.

Dalle 16.45, inoltre, prende avvio un forum a più voci. I temi spaziano dal metodo Montessori a don Milani, fino alla sperimentazione nelle scuole paritarie.

Domenica 10 maggio: storia dell’arte, classici e Ivan Illich

La domenica si apre alle 10.15 con Andrea Bacchi, docente di Storia dell’Arte Moderna a Bologna. Il suo intervento interroga il ruolo dell’arte come lingua comune degli italiani. Alle 11.15 il classicista Stefano Quaglia propone nuove prospettive per le discipline antiche.

Infine, alle 15.15, Giovanna Morelli chiude con una riflessione su Ivan Illich e il magistero socratico nella cultura umanistica. Dalle 16.45, il pomeriggio si conclude con forum sullo studio della storia oggi e sulle metodologie partecipative in educazione.

Perché vale la pena partecipare

Il festival non è solo un convegno accademico. È, invece, un momento aperto alla comunità, pensato per studenti, insegnanti, genitori e chiunque sia interessato al futuro dell’istruzione. Tutte le attività sono realizzate in collaborazione con istituzioni culturali del territorio valdarnese, fiorentino e aretino.

L’ingresso è libero e gratuito, fino a esaurimento posti. Un’occasione concreta per riflettere insieme su cosa significa educare oggi.

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