21 febbraio, alle 23.35 su Rai 5, Rai Cultura trasmette uno spettacolo teatrale dedicato al genio di Filippo Brunelleschi. Si tratta di Filippo Brunelleschi. Nella divina Proporzione, prodotto da Teatro Studio Krypton.
Un architetto segreto e visionario
Brunelleschi era un uomo difficile da avvicinare. Distruggeva ogni scritto e bozzetto. Usava codici segreti per proteggere le sue invenzioni. Costruiva macchine straordinarie senza rivelarne i meccanismi, nemmeno ai committenti.
Tutto, però, in nome della bellezza.
Lo spettacolo, diretto da Giancarlo Cauteruccio su drammaturgia di Giancarlo Di Giovine, nasce in occasione di un anniversario importante. Quest’anno ricorrono i 600 anni dalla fondazione della Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze.
Roberto Visconti dà voce a Brunelleschi
Il protagonista ha il volto e la voce di Roberto Visconti. Sul palco, l’architetto parla in prima persona di sé e della sua visione del mondo.
“Sono un artista, appartengo solo all’arte ed alla bellezza”, dice il personaggio. Poi elenca i suoi figli: facciate, colonne, portici, archi, vuoti e pieni, chiari e scuri. Geometrie di luce.
Brunelleschi spiega anche il suo metodo. È la matematica a guidare la rinascita. È la scienza che si fonde con l’arte. Non più il caso, l’ombra o la fede. Ma la ragione, il calcolo, la luce.
Un precursore dimenticato
Di Giovine, nella sua drammaturgia, solleva una questione importante. “Sappiamo tutto dei grandi artisti del Rinascimento”, osserva. Leonardo, Raffaello, Michelangelo: nomi noti a tutti.
Eppure Brunelleschi viene spesso trascurato. Tuttavia, fu lui ad anticipare quegli artisti. Fu lui a prepararli e a indicare nuovi orizzonti.
Uno spettacolo che unisce teatro e tecnologia
Nella divina Proporzione non è un documentario. È invece una messa in scena che coinvolge lo spettatore su più livelli.
Da un lato, la scenografia dinamico-digitale con video mapping guida il pubblico tra le meraviglie brunelleschiane. Dall’altro, il corpo e il pensiero del protagonista restituiscono un immaginario complesso e affascinante.
Lo spettatore, quindi, non è semplice osservatore. Può rispecchiarsi in un personaggio forte, solitario e impenetrabile. Un uomo che ha fatto della prospettiva e della simmetria gli strumenti di una bellezza nuova.
Un appuntamento da non perdere per chi ama l’arte, il teatro e la storia del Rinascimento italiano.
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