Gli anni di piombo tornano a teatro: Una settimana di bontà 1975 sbarca a Genova

Gli anni di piombo tornano a teatro: Una settimana di bontà 1975 sbarca a GenovaUn testo inedito di Tonino Conte rivive dopo cinquant’anni sul palco del Teatro della Tosse

Cosa succede quando un testo teatrale dimenticato per mezzo secolo torna improvvisamente alla luce? La risposta arriva dal Teatro Binario 7 di Genova, dove il 7 e 8 febbraio va in scena Una settimana di bontà 1975. Si tratta di un’opera inedita di Tonino Conte, fondatore storico del Teatro della Tosse, che ora rivive grazie alla regia di suo figlio Emanuele.

Un viaggio nell’assurdo degli anni di piombo

Il testo nasce come provocazione dichiarata. Infatti, si ispira all’omonimo volume sovversivo di Max Ernst degli anni Trenta. Tuttavia, demolisce ogni attesa di serenità scena dopo scena. Il risultato? Un ritratto spietato e paradossalmente comico della ferocia umana.

Sette giornate in pieno teatro dell’assurdo si susseguono vorticosamente. Ogni quadro raccoglie battute fulminanti che compongono un album senza sconti di quegli anni. Tra contraddizioni, ipocrisie e continui inciampi, emerge uno sguardo lucido su un’epoca complessa.

Quando il palcoscenico svela tutto

La messinscena di Emanuele Conte sceglie la trasparenza totale. Sul fondo del palco, sei piccoli camerini con specchi e lampadine. Gli attori si preparano, chiacchierano, ridono. Poi, senza interruzione, lo spettacolo comincia. O forse era già iniziato quando il pubblico è entrato in sala.

“Mi sono reso conto di quanto fosse sconosciuto ai giovani di oggi il periodo degli anni di piombo“, spiega il regista. Pertanto, la sua scelta non risponde solo a una ricorrenza. Piuttosto, nasce dalla necessità di confrontare quel tempo con la nostra contemporaneità.

Un’epoca di tensione e contraddizioni

Lo spettacolo restituisce un mondo in tensione continua. Bande armate, attentati, omicidi di mafia, eroina che devastava le città. Sullo sfondo, la guerra fredda e l’incubo della bomba atomica. Inoltre, emerge la ferocia delle persone per bene, gli ideali ambigui, il sesso libero e gli spinelli.

L’atmosfera ricorda il cinema di Luis Buñuel. Tuttavia, mantiene sempre una “giusta distanza” che impedisce di farsi travolgere. Come sottolinea la produzione, il testo vive gli anni di piombo dall’interno ma li osserva da lontano.

Una colonna sonora che attraversa un’epoca

La componente musicale gioca un ruolo fondamentale. La colonna sonora include canzoni dei Nomadi, Piero Ciampi, Rino Gaetano, Lucio Dalla e gli Inti Illimani. Il viaggio inizia con Gaber e termina con Benvenuto Fortunato, brano scritto da Tonino Conte nel 1968 e musicato da Oscar Prudente.

Un cast giovane per una memoria collettiva

Sul palco, sette attori danno vita ai paradossi di quegli anni: Ludovica Baiardi, Raffaele Barca, Christian Gaglione, Charlotte Lataste, Antonella Loliva, Marco Rivolta e Matteo Traverso. La produzione è firmata Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, nell’ambito della rassegna Teatro+Tempo Presente.

Lo spettacolo dura 70 minuti intensi. Si tiene nella sala Chaplin sabato 7 febbraio alle 21 e domenica 8 febbraio alle 16. I biglietti sono disponibili online: intero 20 euro, ridotto 15 euro, under 18 solo 6 euro.

Un’occasione unica per riscoprire un pezzo di storia teatrale italiana. E per riflettere su quanto quegli anni, apparentemente lontani, parlino ancora alla nostra contemporaneità. Perché, come dimostra questo testo dal linguaggio modernissimo, certe tensioni e contraddizioni non invecchiano mai.

Autore

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*