Istanbul raccontata in 70 scatti

Continua a Senigallia la grande stagione espositiva della fotografia internazionale, dopo Robert Doisneau e Alexander Rodchenko, con la mostra del fotografo turco Coşkun Aşar, protagonista della nuova Street Photography internazionale e già allievo di Ara Güler, uno dei maestri indiscussi della fotografia del Mediterraneo.

La mostra, realizzata dal Comune di Senigallia con il sostegno della Regione Marche e della Cassa di Risparmio di Jesi, riconferma Senigallia come Città della Fotografia e rappresenta il primo di una serie di eventi che dalla storia della fotografia alla contemporaneità ci accompagneranno in questo anno. Blackout – Dark side of Istanbul sarà visitabile nelle splendide sale del cinquecentesco Palazzetto Baviera fino al 31 marzo 2019.

La serie fotografica raccoglie oltre settanta scatti dedicati ai sobborghi di Istanbul, un reportage fotografico che non racconta soltanto vite al limite, ma si concentra sul cambiamento sociale e fisico della città e sui processi di trasformazione e gentrificazione della stessa.

“Blackout è un romanzo visivo del lato oscuro di Istanbul. Contiene diversi livelli e storie includendo parte dell’autobiografia di Coşkun e della sua esperienza. Documenta anche un luogo e uno stile di vita che scompaiono. Per farlo, Coşkun Aşar guarda alla propria vita e alle vite di coloro che si trovano nel suo ambiente circostante che diventano visibili quando le luci si spengono. Negli ultimi venti anni ha seguito e osservato persone nel lato oscuro di Istanbul, in un importante spazio storico e culturale della città, chiamato Beyoglu. Coşkun abitava nello stesso quartiere di Beyoglu dove vivevano questi emarginati. È diventato amico dei bambini di strada, membri delle gang, prostitute, papponi, insieme agli individui della comunità transgender che sono principalmente impegnati come lavoratori del sesso. Lo chiama il lato oscuro di Istanbul, un’area in cui gli abitanti sono socialmente esclusi e isolati, eppure un’area che diventa viva di notte. Coşkun ha vissuto in tutte queste vite e ha condiviso la vita con loro lì dentro. […]” (Bruno le Dantec, 2017)

Coşkun Aşar è cresciuto e ha studiato a Istanbul alla Facoltà di Comunicazione della Marmara University focalizzandosi sul cinema. Per tre anni consecutivi, dal 2002, ha partecipato al seminario World Press Photo tenutosi in Turchia ed è stato anche docente di Comunicazione presso l’università del Galatasaray dal 2003 al 2006.

Il suo interesse per la fotografia è iniziato nel 1995 mentre studiava cinema. Ha esplorato il medium e lo story telling fotografico e ha sviluppato il suo approccio in maniera personale, prediligendo la riflessione sul proprio ambiente e focalizzandosi su storie di emarginazione, povertà e problemi legati al gender, sperimentato direttamente nel suo quartiere.

Ha lavorato per riviste locali e straniere, giornali e agenzie, esponendo la sua fotografie in esposizioni internazionali sia personali che collettive. È stato tra i 20 fotografi selezionati e invitati ad esporre alla mostra per il 50° anniversario della LEICA M. Ha da poco pubblicato il suo book fotografico “BLACKOUT”.

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