Jeff Buckley, il documentario evento arriva al cinema: solo tre giorni per celebrare il mito

Amy Berg racconta l’icona della musica a 60 anni dalla nascita

Dopo il trionfo al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma, IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY sbarca nelle sale italiane. L’evento speciale si terrà solo il 16, 17 e 18 marzo 2025. La regia è firmata da Amy Berg, candidata all’Oscar per Deliver Us from Evil.

Il documentario è co-prodotto da Brad Pitt. Inoltre, racconta la vita del leggendario musicista a 60 anni dalla sua nascita. Le prevendite aprono il 4 febbraio e l’elenco delle sale sarà presto disponibile su nexostudios.it.

Live at Sin-é: ritorna il leggendario EP in versione deluxe

Dal 13 febbraio sarà disponibile la versione deluxe di “Live at Sin-é”. Sony Music pubblica il celebre EP di Jeff Buckley uscito originariamente nel 1993. La nuova edizione include quattro vinili con copertine progettate individualmente.

Il cofanetto rigido contiene anche un libretto con note e foto a colori. Tra i brani iconici ci sono Grace, Last Goodbye e Hallelujah di Leonard Cohen. Il pre-order è già attivo su bio.to/JeffBuckley.

Grace: l’unico album che ha cambiato la storia della musica

Jeff Buckley nacque il 17 novembre 1966 in California. Morì tragicamente a soli trent’anni il 29 maggio 1997 nelle acque di un affluente del Mississippi. Tuttavia, un solo album bastò per renderlo immortale: Grace, pubblicato nel 1994.

Il disco rappresenta ancora oggi un capolavoro assoluto. Figlio del grande Tim Buckley, Jeff emerse nella scena avant-garde di New York nei primi anni Novanta. La sua voce potente e la sua sensibilità artistica conquistarono pubblico e critica.

Il documentario: archivi inediti e testimonianze esclusive

Amy Berg ricostruisce la vita di Buckley attraverso materiali d’archivio inediti. Il film include testimonianze della madre Mary Guibert e delle ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser. Inoltre, parlano gli ex membri della band come Michael Tighe e Parker Kindred.

Artisti del calibro di Ben Harper e Aimee Mann condividono i loro ricordi. La regista racconta: “Penso a questo film almeno dal 2006, forse dal 1994 quando ascoltai Grace per la prima volta”. Così, dopo 18 anni di gestazione, il progetto è diventato realtà nel 2019.

La carriera fulminante: da Sin-é al successo mondiale

L’EP Live at Sin-é uscì nel novembre 1993 per Columbia Records. Catturava Buckley con la sua chitarra elettrica in un minuscolo caffè dell’East Village. Subito dopo entrò in studio per registrare Grace con Mick Grøndahl, Matt Johnson e il produttore Andy Wallace.

L’album includeva sette brani originali e tre cover straordinarie. Tra queste spiccava Hallelujah di Leonard Cohen e Corpus Christi Carol di Benjamin Britten. Grace uscì negli Stati Uniti il 23 agosto 1994 e cambiò per sempre il panorama musicale.

I riconoscimenti e l’eredità artistica

Nel 1995 Buckley vinse il prestigioso Grand Prix International du Disque. Prima di lui il premio era stato assegnato a giganti come Édith Piaf, Bruce Springsteen, Bob Dylan e Joni Mitchell. Questo riconoscimento confermò il suo straordinario talento.

Dopo oltre due anni di tour intensi, iniziò a lavorare al secondo album con Tom Verlaine. Purtroppo non riuscì mai a completarlo. Le registrazioni furono pubblicate postume con il titolo Sketches for My Sweetheart the Drunk il 26 maggio 1998.

Un mito senza tempo che continua a vivere

A quasi trent’anni dalla scomparsa, l’eredità di Jeff Buckley continua a crescere. La sua musica ispira nuove generazioni di artisti e fan in tutto il mondo. Grace resiste ancora oggi come pietra miliare della musica contemporanea.

Il documentario di Amy Berg rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire questa figura enigmatica. Tre giorni soltanto per immergersi nella vita di un genio incompreso. Un evento che celebra un artista capace di lasciare un segno indelebile con una sola, perfetta opera.

 

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