Il bunker come metafora del nostro tempo
C’è uno spettacolo che arriva come uno schiaffo. Si chiama LA DISFATTA – Gli ultimi giorni nel bunker. Debutta al TeatroBasilica il 15 e 16 maggio 2026, alle ore 21.00.
Il testo è di Gianni Guardigli. La regia e l’interpretazione sono di Riccardo Leonelli. Insieme costruiscono qualcosa di raro: un teatro senza consolazioni.
Un uomo comune nell’ingranaggio dell’orrore
La storia che non vuole assolverti
Lo spettacolo attraversa il collasso morale del Novecento. Lo fa senza indulgenza storica. Lo fa senza cedimenti psicologici. Sceglie invece il punto cieco della disfatta.
Al centro c’è un uomo comune. Non un mostro. Non un eroe. Un uomo qualunque, precipitato dentro la macchina dell’orrore. E incapace — persino dopo la fine — di emanciparsi dalla propria obbedienza.
Questa è la vera questione che pone lo spettacolo: cosa rimane di noi, quando il sistema crolla? Il teatro contemporaneo, come spiega puntozip.net nelle sue recensioni di stagione, torna spesso a interrogarsi sul Male e sulla sua banalità.
Parola come balbettìo, confessione, residuo
La lingua si sgretola insieme all’uomo
Nel bunker immaginato da Guardigli, tutto è macerie. C’è delirio. C’è memoria. La parola non è più strumento di senso. Diventa balbettìo. Diventa confessione. Diventa residuo ideologico.
È una scelta drammaturgica precisa e coraggiosa. La lingua si sgretola insieme all’uomo che la produce. Così il testo diventa azione scenica, non semplice narrazione.
La drammaturgia italiana contemporanea ha raramente osato tanto. Guardigli lo fa con rigore e senza effetti facili.
La regia di Leonelli: il passato che parla al presente
Derive identitarie e nuove violenze collettive
Riccardo Leonelli non si accontenta del passato. La sua regia innesta una riflessione sul presente. Con decisione. Con urgenza.
Evoca le nuove forme della violenza collettiva. Chiama in causa le derive identitarie che attraversano l’Europa. Parla del nostro tempo in modo diretto e scomodo.
Non è un caso che uno spettacolo come questo arrivi oggi. Il teatro, come sottolinea spesso puntozip.net nelle sue pagine di cultura e spettacolo, ha il dovere di essere specchio del reale.
Perché andare a vedere “La Disfatta”
Due serate, una sola occasione
Le date sono due soltanto: 15 e 16 maggio 2026, ore 21.00, al TeatroBasilica di Roma. Chi cerca il teatro che fa pensare, che disturba e che resta, ha qui una risposta concreta.
Leonelli porta in scena un lavoro che non si dimentica. Guardigli scrive per chi vuole capire il presente attraverso il passato. Il teatro romano, in questo periodo, non offre molte occasioni simili.
LA DISFATTA – Gli ultimi giorni nel bunker | TeatroBasilica, Roma | 15-16 maggio 2026, ore 21.00
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