Il produttore dietro il mito di Bud Spencer e Terence Hill
Tutti conoscono Bud Spencer e Terence Hill. Ma pochi conoscono l’uomo che li ha resi famosi nel mondo. Italo Zingarelli è stato il produttore di “Lo chiamavano Trinità” e del suo sequel. Senza di lui, i due attori non sarebbero diventati un’icona del cinema italiano.
Martedì 31 marzo, alle 16.25, Rai 5 trasmette il documentario “Lui era Trinità”. Il film racconta la vita e la carriera di questo protagonista dimenticato del cinema nostrano.
Tre vite in una sola: pugile, produttore, vignaiolo
Il documentario, diretto da Dario Marani, ripercorre le tre fasi della vita di Zingarelli. Prima ha combattuto sul ring come pugile. Poi ha lavorato come stunt-man. Infine, è diventato uno dei produttori più influenti del cinema italiano.
Non finisce qui, però. Nella sua terza vita, Zingarelli si è reinventato come imprenditore vitivinicolo nel Chianti. Una carriera fuori dal comune, raccontata attraverso le voci di chi lo ha conosciuto davvero.
Le testimonianze: da Dario Argento a Terence Hill
A parlare di lui sono familiari, colleghi e amici. Tra questi, spiccano nomi importanti: Terence Hill, Bud Spencer (in un’intervista inedita del 2004), Dario Argento, Giovanna Ralli e Barbara Alberti.
Grazie alle loro parole, emerge il ritratto di un uomo gentile, generoso e visionario. Un produttore atipico, lontano dai cliché di Hollywood. Qualcuno che credeva nei suoi progetti con autentica passione.
L’uomo che ha cambiato il cinema italiano
Zingarelli non si è limitato a produrre i film della serie di Trinità. È stato lui a inventare il filone dei cosiddetti “fagioli western”. Un genere comico e popolare che ha messo in crisi persino gli spaghetti western di Sergio Leone.
Una svolta epocale per il cinema italiano degli anni Settanta. In seguito, Zingarelli ha prodotto anche titoli d’autore. Tra questi, “Sessomatto” di Dino Risi e “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola.
Un’eredità ancora viva
Il documentario è prodotto da Fish-eye Digital Video Creation in collaborazione con Rai Documentari. Offre quindi una ricostruzione accurata e appassionata di una figura troppo spesso nell’ombra.
In conclusione, “Lui era Trinità” è un’occasione rara. Permette di scoprire l’uomo che ha dato forma a uno dei fenomeni più amati del cinema popolare italiano.
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