Il 31 marzo del 1945 moriva Anna Frank nel campo di Bergen-Belsen. Per ricordare questa data, Rai Cultura ripropone un documento televisivo raro e prezioso.
Martedì 31 marzo alle 18.00, Rai Storia manda in onda l’intervista che il grande attore Arnoldo Foà realizzò a Otto Frank. Il padre di Anna fu l’unico della famiglia a sopravvivere ai campi di sterminio nazisti.
Un’intervista storica del 1968
La trasmissione fu registrata e trasmessa per la prima volta il 4 maggio 1968. Oggi rappresenta una testimonianza diretta di enorme valore storico e umano.
Otto Frank racconta in prima persona la storia dell’occupazione nazista dell’Olanda. È lui stesso a descrivere i mesi trascorsi nascosto con la famiglia ad Amsterdam, prima dell’arresto nel 1944.
Al centro del racconto c’è naturalmente il Diario di Anna Frank, uno dei libri più letti e tradotti al mondo. Otto spiega come il testo sia diventato simbolo universale della Shoah.
Le lettere da tutto il mondo
Nell’intervista, Otto Frank parla anche delle lettere ricevute nel corso degli anni. Migliaia di persone, da Paesi diversi, gli scrissero per esprimere solidarietà e vicinanza.
Queste testimonianze mostrano come il diario abbia attraversato confini geografici e culturali. Tuttavia, la portata del libro non si fermò alla carta stampata.
Dal libro al teatro, fino al cinema
Otto Frank racconta inoltre come il diario sia stato adattato per il teatro e poi per il grande schermo. La versione cinematografica del 1959 vinse tre premi Oscar e contribuì a diffondere la storia in tutto il mondo.
Grazie a questi adattamenti, milioni di persone conobbero Anna Frank. Di conseguenza, il suo nome divenne sinonimo di resistenza civile e speranza.
I giovani tedeschi e il peso del nazismo
Un tema particolarmente delicato emerge nell’intervista: il rapporto delle nuove generazioni tedesche con i crimini del nazismo.
Otto Frank non cedette mai all’odio nei confronti del popolo tedesco. Al contrario, credeva nel dialogo e nell’educazione come strumenti di riconciliazione.
Questo aspetto rende l’intervista ancora più attuale. Perché oggi, come allora, la memoria è lo strumento più potente contro l’indifferenza.
Appuntamento quindi martedì 31 marzo alle 18.00 su Rai Storia, per un documento che parla di storia, ma soprattutto di umanità.
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