Il talento del pianista giapponese Mao Fujita torna protagonista sul palco dell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. L’appuntamento è fissato per giovedì 5 febbraio alle 20.30 in diretta su Rai Radio 3, dove il giovane artista si esibirà insieme all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
Un talento precoce sul palcoscenico internazionale
Nato nel 1998, Fujita ha conquistato la scena mondiale del pianoforte fin dalla più tenera età. A soli tre anni ha vinto il suo primo riconoscimento internazionale al World Classic di Taiwan. Da allora, la sua carriera è stata costellata di successi in numerosi concorsi nazionali e internazionali.
Tra i premi più prestigiosi figura il primo posto al Concours International de Piano Clara Haskil in Svizzera. Inoltre, ha ricevuto il Prix Modern Times e il Prix Coup de Coeur. Questi riconoscimenti lo hanno consacrato come uno degli astri nascenti del pianismo contemporaneo.
Il programma della serata
Per questo concerto, Fujita eseguirà il Concerto n. 21 in do maggiore per pianoforte e orchestra K 467 di Wolfgang Amadeus Mozart. Il compositore austriaco scrisse questo capolavoro a Vienna nel 1785. L’opera segna un momento di svolta nella produzione mozartiana.
Mozart aveva infatti lasciato alle spalle il virtuosismo ostentato che lo aveva reso famoso presso il pubblico viennese. In questo concerto, il pianoforte dialoga con l’orchestra in un rapporto di intima espressione. Questo carattere anticipava lo stile che Mozart avrebbe sviluppato nelle sue sinfonie successive.
Emmanuel Tjeknavorian sul podio
A dirigere l’Orchestra sarà Emmanuel Tjeknavorian, direttore viennese di origine armena. Tjeknavorian ha debuttato con l’Orchestra Rai lo scorso novembre. La sua carriera è iniziata come violinista, collaborando con grandi orchestre internazionali. Nel 2018 aveva già calcato il palco dell’Auditorium torinese proprio in veste di solista.
Il programma della serata si aprirà con l’Ouverture dall’Oberon di Carl Maria von Weber. Si tratta dell’ultima opera del compositore tedesco, ispirata a due fonti letterarie. La prima è A Midsummer Night’s Dream di William Shakespeare, la seconda è Oberon di Christoph Martin Wieland.
Il gran finale con Brahms
In chiusura, l’Orchestra eseguirà la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms. Il compositore tedesco completò quest’opera nel 1876, dopo oltre vent’anni di lavoro. Infatti, i primi abbozzi risalgono al 1855.
La lunga gestazione della sinfonia testimonia la continua insoddisfazione di Brahms. Il compositore cercava incessantemente la perfezione in ogni passaggio. Nel movimento finale si riconosce un’eco del celebre tema dell’Inno alla gioia di Beethoven. Un omaggio al grande maestro che conclude degnamente la serata.
Per gli appassionati di musica classica, questo concerto rappresenta un’occasione imperdibile. Ascoltare dal vivo Fujita significa assistere all’arte di un virtuoso destinato a lasciare il segno nella storia del pianoforte.
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