
Questa settimana la nostra classifica delle migliori civette si prende una pausa.
Qualche giorno fa, infatti, recandomi a fotografare i miei adorati dazebao, mi ritrovo dinanzi a questo cartello.

Uno sciopero in piena regola, portato avanti quasi esclusivamente dall’esercente dell’edicola nella quale mi reco ogni giorno per fotografare le civette.
Ora, questa iniziativa, per quanto mi riguarda, deve essere raccontata in quanto, se è vero quel che dice il fraticello in Da Quarto al Volturno di Giulio Cesare Abba, ovvero: occorre una guerra contro tutti gli oppressori, anche quelli piccoli, la voce dell’esercente deve, per forza di cose, ottenere una eco.
Come leggerete, ci sono accordi tra giornalai e editori che non vengono rinnovati da 15 anni.
La cosa non sarebbe importante se non stessimo assistendo alla progressiva scomparsa delle edicole nel nostro Paese. E si fa presto a parlare di crisi della carta stampata.
La suddetta carta avrà subito una flessione in negativo, non lo nego, ma poi va venduta, non si scappa. Nel comunicato si parla di monopolio dei distributori, di silenzio degli editori, nella realtà ci lamentiamo dell’aumento del costo dei quotidiani e della scomparsa delle edicole di prossimità.
Si suol dire: la realtà è questa pur non conoscendone tutti gli aspetti, però.
Ecco perché questa settimana la classifica non può uscire. Perché se nel mondo si sciopera e si va in piazza per gridare la nostra indignazione circa eventi terribili che si svolgono a migliaia di chilometri di distanza da noi, io voglio porre l’attenzione dei miei pochi (chissà quanto pochi) lettori su uno sciopero (quasi) invisibile.
L’esercente dell’edicola dichiara che, a differenza di molti suoi colleghi, costretti dalla situazione a chiudere bottega, lui non vuole arrendersi.
«Alla mia età, con gli anni di esperienza che ho nell’attività, cosa vuole che faccia? E poi se ce ne andiamo tutti, chi resta a dire queste cose?»
Di quest’uomo, statene certi, continuerò a parlarvi. Intanto il suo sciopero prosegue. La classifica tornerà, non vi preoccupate; ma la guerra contro tutti gli oppressori, anche quelli piccoli pure.
Almeno fino a quando avrò fiato.
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