Lunedì 23 febbraio, alle 21.10 su Rai Storia, va in onda il terzo episodio della serie “Maxi. Il grande processo alla mafia”. Il titolo dell’episodio è “Faccia a faccia”, e racconta uno dei momenti più intensi dell’intero Maxiprocesso.
Il duello tra Buscetta e Calò
È il 10 aprile 1986. Nell’aula bunker di Palermo, due boss storici di Cosa Nostra si trovano l’uno di fronte all’altro. Tommaso Buscetta e Pippo Calò si accusano a vicenda dei crimini più gravi. Entrambi erano cresciuti insieme. Poi la ferocia dei Corleonesi li aveva divisi per sempre.
Calò aveva scelto di stare dalla parte dei Corleonesi. Buscetta, invece, era stato costretto a fuggire. Quella mattina, però, i due si ritrovano nello stesso spazio, separati solo da qualche metro.
Calò attacca l’ex amico sul piano personale. Lo definisce inaffidabile, citando le sue infedeltà coniugali. Buscetta risponde mettendo in evidenza le contraddizioni dell’avversario. Lo accusa anche della sparizione dei suoi due figli e di un delitto rimasto nell’ombra. Il confronto assume i contorni di un duello teatrale. Tutta l’aula percepisce il peso di quella giornata.
La fiction che accompagna la ricostruzione storica
La serie alterna la ricostruzione dei fatti reali a una narrazione di finzione. Franco, il giornalista protagonista, segue il processo e lo racconta nei telegiornali. Tuttavia, anche la sua vita personale è segnata da turbamento e preoccupazione. Proprio come l’atmosfera che aleggia nell’aula nei giorni successivi.
Salvatore Contorno e il linguaggio della strada
Dopo lo scontro tra i due boss, arriva in aula un altro pentito di mafia: Salvatore Contorno. Il suo intervento è diverso da quello di Buscetta. Contorno parla in dialetto stretto, con un linguaggio colorito e una rabbia visibile. Anche lui svela i retroscena di delitti efferati. Racconta inoltre del fallito attentato organizzato ai suoi danni.
La difesa tenta di smontare l’accusa
Di fronte a queste testimonianze, gli avvocati della difesa reagiscono con determinazione. La loro strategia punta a mettere in discussione l’attendibilità dei pentiti. Cercano ogni appiglio per interrompere il dibattimento. Sfruttano qualsiasi occasione per mettere in difficoltà l’accusa.
Il Maxiprocesso resta ancora oggi uno dei procedimenti giudiziari più importanti nella storia italiana. “Maxi. Il grande processo alla mafia” lo racconta con rigore e attenzione al dettaglio.
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