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Paradiso debutta in Emilia Romagna al Teatro Comunale di Ferrara con la Compagnia Virgilio Sieni. Il lavoro sulla trasmissione e sulla tattilità del coreografo si confronta con Dante

Paradiso debutta in Emilia Romagna al Teatro Comunale di Ferrara con la Compagnia Virgilio Sieni. Il lavoro sulla trasmissione e sulla tattilità del coreografo si confronta con DanteParadiso della Compagnia Virgilio Sieni debutta in Emilia Romagna sabato 23 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara con la regia, coreografia e spazio di Virgilio Sieni. Lo spettacolo è “la costruzione di un giardino e non riporta la parola della Divina Commedia – spiega il coreografo, tra i protagonisti della scena contemporanea internazionale – non cerca di tradurre il testo in movimento, ma si pone sulla soglia di una sospensione, cerca di raccogliere la tenuità del contatto e il gesto primordiale, liberatorio e vertiginoso dell’amore. Danza dialettale che si forma per vicinanze e tattilità”. Lo spettacolo si inserisce nelle celebrazioni per il 700° anno dalla morte del sommo poeta.

Vendita in biglietteria (ore 10–12.30 e 16–19. Nel giorno di programmazione aperta sino a inizio spettacolo) e on line sul www.teatrocomunaleferrara.it e su www.vivaticket.it.

Paradiso ha debuttato a Napoli lo scorso 25 settembre, è stato al Teatro Sperimentale di Pesaro e ora sarà per la prima volta in Emilia Romagna. Su Paradiso: “Il Paradiso di Dante – spiega Virgilio Sieni – ricompone il corpo secondo una lontananza che è propria dell’aura, un luogo definito dal movimento, da ciò che è mutevole. Un viaggio che si conclude nello spazio senza tempo della felicità. Il cammino di Dante – per il coreografo – non è assimilabile a niente, pura invenzione di una lingua inappropriabile che si trasforma in molecole di dialetto e oralità, gesto sospeso e luccicanze improvvise”. È un cammino “dall’umano al divino, dal tempo all’eterno”.

Virgilio Sieni è danzatore e coreografo italiano, artista attivo in ambito internazionale per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d’arte e musei. La sua ricerca si fonda su un’idea di corpo come luogo di accoglienza delle diversità e come spazio per sviluppare la complessità archeologica del gesto. Crea il suo linguaggio a partire dal concetto di trasmissione e tattilità, con un interesse verso la dimensione aptica e multisensoriale del gesto e dell’individuo, approfondendo i temi della risonanza, della gravità e della moltitudine poetica, politica, scientifica e archeologica del corpo. Dal 2003 dirige a Firenze CANGO Cantieri Goldonetta, Centro Nazionale di Produzione della danza per la ricerca e la trasmissione sui linguaggi del corpo, nel 2007 fonda l’Accademia sull’arte del gesto, un contesto inedito di formazione e creazione che coinvolge persone di qualsiasi età, provenienza e abilità, sull’idea di comunità del gesto. Gli è stato assegnato per tre volte il premio UBU (2000, 2003, 2011), nel 2011 il premio Lo Straniero e nel 2013 è stato nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et de Lettres dal Ministro della cultura francese. È stato Direttore della Biennale Danza dal 2013 al 2016.

Il Festival di Danza Contemporanea si chiude sabato 6 novembre ore 20.30 con la prima italiana di Blasphemy Rhapsody (ICK Dans Amsterdam) che vede l’ideazione e la coreografia di Emio Greco e Pieter C. Scholten e si basa sul concetto di perseveranza che accomuna Charleston e Pizzica, sottomissione al ritmo, la gioia e la tragedia, insieme. Un invito ad abbracciare la mutabilità della vita.

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