Dal 3 aprile al 3 maggio 2026, la Casa del Mantegna di Mantova ospita una mostra dedicata alla pittura contemporanea. L’esposizione si intitola “Incombenza della pittura. Opere dalla collezione del Premio Bugatti Segantini 1959-2026”.
Una mostra curata da Massimo Bignardi
La rassegna è a cura dello storico e critico d’arte Massimo Bignardi. Inoltre, è promossa dalla Provincia di Mantova, dalla Fondazione Rossi e dalla Libera Accademia di Pittura. Collabora anche l’Associazione Culturale Flangini.
Il percorso espositivo raccoglie dipinti premiati negli ultimi decenni. L’obiettivo è mostrare quanto la pittura sia ancora uno strumento vivo. Essa testimonia il proprio tempo e i cambiamenti sociali e culturali in corso.
L’inaugurazione il 2 aprile 2026
L’apertura ufficiale è fissata per giovedì 2 aprile 2026 alle ore 16.00. All’inaugurazione parteciperanno il curatore Massimo Bignardi e il Presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani. Saranno presenti anche il Sindaco di Nova Milanese Fabrizio Pagani e Luigi Emanuele Rossi per la Fondazione Rossi.
Il Premio Bugatti Segantini: quasi settant’anni di storia
Il Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini nasce nel 1959 a Nova Milanese, in provincia di Monza. Da allora, persegue una linea precisa: offrire all’arte prospettive sempre aggiornate.
Secondo Luigi Emanuele Rossi, l’arte scalda il cuore perché rivela il vitalismo delle mani. Essa traduce la forza del pensiero in qualcosa di visibile e concreto.
Le opere come specchi del reale
Il curatore Bignardi riprende un’immagine di Marcel Proust per descrivere i dipinti in mostra. Li definisce “specchi magici”, capaci di rivelare parti importanti della realtà. Sono specchi concavi quando si concentrano sull’individuo. Diventano convessi quando si allargano al perimetro del pianeta.
Trentuno artisti in dialogo tra generazioni
La mostra presenta opere di 31 artisti. Tra questi figurano Arcangelo, Renata Boero, Franco Guerzoni, Ugo La Pietra, Concetto Pozzati, Mario Raciti e molti altri. Inoltre, l’elenco si chiude con Riccardo Guarneri, che riceverà il premio alla carriera al 67° Premio Internazionale Bugatti Segantini.
I linguaggi creativi sono quindi molteplici e diversi. Il dialogo tra generazioni è uno degli elementi più interessanti del percorso espositivo.
Una risposta alla crisi del postmoderno
Bignardi cita anche il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han. Secondo Han, la narrazione ha “la forza del nuovo inizio”. Si contrappone così al processo derealizzante tipico dell’ordine digitale.
La pittura contemporanea diventa, in questo senso, un atto di resistenza culturale. Un modo per riaffermare un ordine terreno, stabile e abitabile.
Un progetto rivolto alla comunità
L’arte trasmette valori che appartengono alle comunità. Le opere non sono isole isolate, ma elementi connessi da un filo comune. È questo il senso etico profondo che anima il Premio Bugatti Segantini da quasi ottant’anni.
La mostra alla Casa del Mantegna rappresenta, quindi, un’occasione concreta. Un invito a fermarsi davanti a un dipinto e a interrogarsi sul proprio tempo.
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