Un viaggio attraverso oltre 250 anni di storia italiana. Giovedì 12 febbraio alle 19.20, Rai 5 trasmette “Nec recisa recedit”, uno speciale dedicato alla Guardia di Finanza. Il titolo, che significa “Neppure spezzata retrocede”, racchiude l’essenza di un corpo che ha attraversato epoche decisive.
Le origini sabaude del corpo
Tutto ha inizio nel 1774 a Torino. Vittorio Amedeo III, sovrano del Regno sabaudo, fonda la Legione Truppe Leggere della Guardia di Finanza. Da subito, il corpo si distingue per compiti specifici. Tutela dell’erario, mantenimento dell’ordine pubblico, difesa delle frontiere: sono queste le missioni principali. Inoltre, controlla il “cordone doganale”, fondamentale per l’economia del regno.
In quel periodo, nell’Italia divisa in Stati, nascono organismi simili. La maggior parte condivide ideali liberali. Infatti, molti finanzieri partecipano attivamente alle guerre risorgimentali. Il loro contributo alla causa dell’unità è significativo.
L’unificazione e la nascita della Guardia di Finanza
Con il Regno d’Italia cambia tutto. Un nuovo ordinamento unifica le diverse organizzazioni preunitarie. Nel 1881 nasce ufficialmente la Guardia di Finanza, nome che sostituisce quello di Guardia Doganale. Da quel momento, la missione del corpo si consolida.
La battaglia contro l’evasione fiscale diventa prioritaria. Parallelamente, cresce l’impegno contro il contrabbando e la criminalità organizzata. La legalità rappresenta il faro che guida ogni azione. Questi obiettivi, nati nell’Ottocento, restano attuali ancora oggi.
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