Recensione: Carola Susani, Il dio delle genti. Una scrittura inquietante e fiabesca che tocca i sensi

Recensione: Carola Susani, Il dio delle genti. Una scrittura inquietante e fiabesca che tocca i sensiSete.

 La Sete è la sensazione fisica che consiste nell’aver bisogno di ingerire acqua (o altri liquidi), che si manifesta con un senso di secchezza della bocca e della gola (ho s., posso avere un bicchiere d’acqua?; avere una s. ardente, insopportabile; soffrire la s.; stiamo morendo di s.; i cibi salati fanno venir s.; correndo sotto il sole mi è venuta una gran s.).  In senso figurato, infine, con il termine si intende un desiderio molto intenso, quando non addirittura smodato (avere s. di onori, di gloria, di fama, di ricchezze; avere s. di giustizia; s. di vendetta, di sangue).

Leggendo un’illuminante intervista su Morel – Voci dell’isola https://www.vocidallisola.it/2025/10/29/il-dio-delle-genti-unintervista-a-carola-susan  all’autrice Carola Susani ho trovato conferma della sensazione provata leggendo questo splendido romanzo. Una scrittura inquietante e fiabesca che tocca i sensi.

Si percepisce in modo netto la sete di giustizia, l’arsura che prova Piera nella sua ricerca di verità e giustizia e il mantenimento della memoria già così labile.

Ma partiamo dalla trama del romanzo. Non mi pare casuale che l’autrice abbia scelto un periodo storico caratterizzato da cambiamenti profondi della società italiana – le valigie piene di mazzette rimandano a tangentopoli (ma è mai terminata Tangentopoli?)  in questo romanzo familiare, politico e metafisico dove gli equilibri familiari e sociali vengono traditi dal senso di onnipotenza degli adulti.

Estate 1985, Carrone, un paese immaginario del Sud Italia. Il diciottenne Giuliano incontra Italo Orlando, un ragazzo dalla pelle giallastra che sembra uscito da un altrove.

Marzo 2002: un terremoto abbatte la palestra comunale, otto bambini muoiono, tra cui il figlio di Giuliano. Tra le macerie qualcuno crede di scorgere ancora Italo, che subito dopo scompare. A ricostruire la vicenda è Piera, l’altra figlia di Giuliano, che tenta di dare senso a una realtà lesionata da una moltitudine di domande: il crollo è stato solo una disgrazia o c’era del dolo? Cosa c’entrano Giuliano e la sua fabbrica di laterizi in questa tragedia? E che fine ha fatto Italo Orlando?

Italo Orlando è un extraterrestre che annuncia un mutamento? Nell’arco di quarant’anni non è mai cambiato: la sua età è indefinibile, tanto da apparire di colpo molto più giovane di quello che sembrava inizialmente, un bambino-vecchio. Ciò che più lo contraddistingue è il giallo della pelle e degli occhi, un colore che ritorna insistentemente in tutte le sue sfumature. Nel romanzo si presenta come un ambiguo e fiabesco genio della lampada, capace di esaudire desideri e di proteggere i personaggi, senza perdere un alone minaccioso, pensiamo alla sua presenza nel crollo che provoca la morte dei bambini o l’episodio della gita nel bosco.

 Piera si pone domande sull’origine della tragedia e indaga su quelle che pensa possano essere le responsabilità di suo padre. La sua indagine comporta una frattura e una distanza tra lei e i genitori, la porta lontano da Carrone, fino a Roma, dove, in un’atmosfera allucinatoria, Carola Susani rivela tutto il suo talento nel dipingere un romanzo di formazione e sulla necessità di affrontare il lutto.

A mio parere Il dio delle genti, di Carola Susani (Minimum fax – 2025) è un romanzo importante, scritto con stile personale e misterico – il personaggio di Italo Orlando più che un E.T. richiama qualche divinità silvana adorata in epoca romana o addirittura etrusca – che ricerca una verità che non è rassicurante e ci invita a immergerci in questa scrittura ipnotica e inquieta.  Una ricerca che può essere dolorosa e graffiare l’anima delle persone e dei lettori più sensibili ed attenti.

Leggete Carola Susani e se siete curiosi sappiate che questo è il terzo volume di una trilogia che comprende La prima vita di Italo Orlando e Terrapiena dove il misterioso essere accompagna una indagine dei cambiamenti sociali del paese dovuti all’influenza del potere economico.

 

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