Recensione: “Come un uragano senza identità”, un corto franco e spietato che racconta il femminicidio

Si potrebbe intitolare La banalità del male, perché è fatto di avvenimenti e immagini semplici, in cui ognuno in fondo può riconoscersi.

E forse è proprio questa la forza di Come un uragano senza identità, il nuovo cortometraggio della regista Roberta Mucci, basato su una storia vera, da un soggetto da lei stessa ideato insieme a Franco Arena. Ancora la Mucci firma la sceneggiatura insieme alla giovanissima Ilaria Parlanti, che nel film riveste il ruolo della figlia della coppia di protagonisti.

È una storia semplice, dicevamo, ma contiene tutti gli ingredienti per una miscela esplosiva: la condizione della donna, naturale subordinata agli occhi del marito, le insicurezze maschili che diventano ferocia, la reputazione della famiglia come “valore” cui aggrapparsi e che va difeso ad ogni costo. Inevitabile l’escalation, altrettanto il delitto conseguente.

Il resto è gioco sapiente di equivoci, fatti per condurre lo spettatore dritto nella rete di una realtà troppo facile da raccontare, proprio perché più vicina a noi di quanto si pensi.

Lo stile di Roberta Mucci è di chiara impronta televisiva, documentaristico al servizio della storia, la scelta delle inquadrature è immersiva, così come la fotografia, a un primo esame elementare, svela in realtà una profondità quasi insperata. Gli attori, in primis Giada Benedetti, Federico Mariotti e la citata Ilaria Parlanti, sottolineano i propri ruoli caratterizzandoli in maniera decisa, riuscendo pur nei tempi stretti del cortometraggio a risultare efficaci nel delineare i propri alter ego.

Non stupisce che la commissione artistica della rassegna di Venezia abbia deciso di premiare l’opera della giovane regista buggianese  Come un uragano senza identità e farne la propria “ambasciatrice nel mondo, prima alla rassegna dei “corti” di Kiev, che si svolge in questi giorni (dal 4 al 6 ottobre) e poi a quella di Montecatini Terme che si svolgerà più avanti, sempre nel mese di ottobre.

Questa la motivazione della decisione: «La commissione artistica ha scelto l’autrice che meglio rappresenta la creatività, che da sempre accompagna l’immagine della città nel mondo e la capacità di promuovere lo stile di vita italiano nel messaggio mondo. La forte tematica scelta è una denuncia contro i soprusi anche i più abietti e allo stesso tempo un monito verso l’umano indegno di comprendere l’armonia universale ben rappresentata dalla generosità della donna il cui amore travalica il quotidiano e va oltre il tempo. La nostra ambasciatrice è Roberta Mucci, regista del film “Come un uragano senza identità”».

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