fbpx

Recensione: “DNA”. Conoscere per capire da dove arriviamo. La più grande invenzione dell’evoluzione

Recensione: “DNA”. Conoscere per capire da dove arriviamo. La più grande invenzione dell’evoluzioneIn un indistinto oceano primordiale, tre miliardi e mezzo di anni fa, ebbe inizio quella che noi chiamiamo “vita”.

Così narra il professore Telmo Pievani nel suo ultimo libro “DNA” edito da Mondadori, raccontando e svelando importanti rivelazioni scientifiche alla scoperta della nostra evoluzione.

Un processo inarrestabile, che dai primi organismi unicellulari portò a un’esplosione di piante e animali e infine alla comparsa di Homo sapiens, la specie umana cui apparteniamo. Da allora, sulla Terra si sono susseguite poco più di ottomila generazioni di esseri umani, cento miliardi di individui diversi, di storie diverse pronte a perdersi nella grande avventura dell’evoluzione. Eppure, in questo flusso, qualcosa resta.

Qualcosa di invisibile, ma duraturo. Una filigrana biologica che resiste a stravolgimenti e catastrofi, senza spezzarsi mai. Una sostanza virtualmente eterna che, come un filo di Arianna, si snoda ininterrotta, si disperde in mille rivoli nell’albero della vita e ci unisce tutti.

Il DNA. Un programma di replicazione con cui le cellule fanno copie di se stesse, si dividono, si differenziano, permettono a un organismo di nascere, di crescere, di riparare i danni e di guarire. Un direttore d’orchestra che sorveglia e coordina miriadi di processi e scambi. Una biblioteca con migliaia di volumi che raccontano la nostra storia più remota, come pure quella del nostro ambiente, ma che ci forniscono anche tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno quando dobbiamo affrontare una malattia come il cancro.

Attraverso le tappe fondamentali dell’evoluzione della nostra specie, questo libro ripercorre la storia di un’invenzione straordinaria, ne descrive le caratteristiche, le leggi che la governano, il funzionamento, i passi compiuti dalla scienza per svelarne i segreti e i nuovi campi di applicazione, anche nella lotta al cancro.

Ma soprattutto ci ricorda l’importanza della ricerca scientifica, della ricerca pura e disinteressata, guidata dalla curiosità e dall’amore incondizionato per la conoscenza. L’unico antidoto contro il dogmatismo e l’integralismo delle ideologie e dei preconcetti.

Le ricerche sul DNA umano, però generano nell’opinione pubblica un sentimento di paura ed un insieme di aspettative eccessive e, infine, delusione. Ma la famosa molecola a doppia elica, depositaria dell’informazione genetica di ognuno di noi, in realtà non è un pezzo onnipotente dell’essere umano, né il nostro oracolo interno.

Senza dubbio, secondo il professore Pievani il DNA è “la più grande invenzione dell’evoluzione”. Una ricetta per costruire e sviluppare esseri viventi. Un po’ come un libretto delle istruzioni per costruire una macchina, solo che poi la macchina evolve e tramanda essa stessa le sue informazioni alle macchine figlie. E la potenza della vita risiede tutta nella replicazione e nella capacità delle cellule di continuare a fare copie di se stesse.

Tutto ciò ci induce a guardare più da vicino il nostro DNA perché se “l’evoluzione è la trasformazione del possibile”, allora piccoli aggiustamenti mirati potrebbero liberarci da gravi condizioni patologiche ereditarie. Le terapie avanzate rappresentano il modo più efficace con cui speriamo di correggere quelle intrinseche imperfezioni che contrastano con la salute e con la sopravvivenza. Tramite esse modifichiamo il DNA e riscriviamo la nostra storia, cancellando patologie orfane di cura prima che possano manifestarsi.

Telmo Pievani è ordinario presso il dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di filosofia delle scienze biologiche. Presso lo stesso dipartimento è anche titolare degli insegnamenti di bioetica e di divulgazione naturalistica. Filosofo, storico della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione, dal 2017 al 2019 è stato presidente della Società italiana di biologia evoluzionistica. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo La vita inaspettata (2011), Homo sapiens e altre catastrofi (2018) e Imperfezione (2019). Collabora con il «Corriere della Sera», «Le Scienze» e «Micromega».

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *