Dal romanzo di Marco Balzano una produzione che punta dritto a teatro esaurito
Al Teatro Studio Melato arriva uno degli eventi teatrali più attesi della stagione. Dal 3 al 15 marzo va in scena Resto qui, l’adattamento del celebre romanzo di Marco Balzano firmato dalla regia di Francesco Niccolini. Una coproduzione tra Teatro Stabile di Bolzano e Piccolo Teatro che promette di emozionare il pubblico milanese.
La tragedia di Curon: quando un paese scompare sotto l’acqua
La storia prende vita attraverso le vicende di Trina ed Erich, una coppia sudtirolese di lingua tedesca. I due si trovano a vivere uno dei momenti più drammatici del Novecento italiano. Inoltre, la loro esistenza si intreccia con quella del paese di Curon in Val Venosta.
Il borgo, situato a pochi chilometri dal confine con Austria e Svizzera, fu sommerso dalla diga inaugurata nel 1950. Di conseguenza, centinaia di famiglie persero tutto. Oggi resta solo la punta del campanile, simbolo eterno di quella tragedia.
Fascismo, guerra e scelte impossibili
I protagonisti attraversano il ventennio fascista e due guerre mondiali. Devono affrontare anche una scelta drammatica: restare italiani o emigrare in Germania. Pertanto, le loro esistenze diventano testimonianza di un’epoca violenta e ingiusta.
La narrazione si sviluppa attraverso le voci di marito e moglie. Ciascuno racconta la propria versione dei fatti. Infatti, come in Rashomon, le prospettive si sovrappongono ma anche divergono, creando un quadro complesso e doloroso.
Una regia essenziale per una storia potente
Francesco Niccolini ha costruito un allestimento semplice ma efficace. Il regista parla di «pasticciaccio brutto della storia d’Italia» e sceglie uno stile snello. Attraverso un incastro drammaturgico di parti narrate e dialoghi, emerge tutta la forza del racconto.
Sul palco, Arianna Scommegna e Mattia Fabris danno corpo e voce a Trina ed Erich. I due attori affrontano personaggi complessi, testimoni e vittime della propria storia. Talvolta anche carnefici inconsapevoli.
Scene, costumi e musiche originali
L’allestimento vede Antonio Panzuto alle scene ed Emanuela Dall’Aglio ai costumi. Le luci sono curate da Alessandro Verazzi. Dimitri Grechi Espinoza firma invece le musiche originali che accompagnano la narrazione.
Lo spettacolo dura un’ora e 15 minuti senza intervallo. Alcune recite (7, 8, 14 e 15 marzo) sono sovratitolate in inglese e italiano. Questo permette anche al pubblico internazionale di seguire la storia.
Incontri e approfondimenti oltre la scena
Il 3 marzo, al termine della replica, si terrà un incontro speciale. Marco Balzano dialogherà con Francesco Niccolini, Arianna Scommegna e Mattia Fabris. L’evento, moderato da Roberta Carpani dell’Università Cattolica, esplorerà il passaggio dal romanzo alla scena.
Martedì 10 marzo è invece previsto “Chi è di scena?”. Si tratta di un momento informale di confronto sui temi dello spettacolo. Il pubblico potrà incontrare gli operatori del teatro nel foyer alle ore 18.
Informazioni pratiche e biglietti
Lo spettacolo va in scena al Piccolo Teatro Studio in Via Rivoli 6 (M2 Lanza). Gli orari variano: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16. Il lunedì è giorno di riposo.
I biglietti costano 40 euro per la platea e 32 euro per la balconata. Le prenotazioni sono disponibili al numero 02.21126116 o sul sito www.piccoloteatro.org. Le repliche del 7 e 8 marzo fanno parte del progetto Piccolo Aperto, realizzato con Fondazione di Comunità Milano.
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