Santi e Vampiri: il documentario che rivoluziona il cinema italiano
C’è un film che sta facendo parlare di sé. Si chiama Santi e Vampiri ed è il documentario rivelazione del 2026. Esce nelle sale il 2 luglio con Draka Distribution. Già presentato in concorso al Bif&st, nella sezione Per il Cinema Italiano, il film ha catturato l’attenzione della critica.
Dietro il progetto ci sono la regista Serena Porta e lo sceneggiatore Corrado Azzollini. La produzione è firmata da Kraken S.r.l. in collaborazione con Flowerland.
La domanda al centro di tutto: cosa ci fa paura davvero?
Il documentario parte da una riflessione antica quanto l’umanità. Fin dall’alba dei tempi, l’uomo cerca un significato alla morte. E all’immortalità. Quindi, inevitabilmente, emergono due figure opposte: il santo e il vampiro.
Uno appartiene alla luce divina. L’altro all’oscurità eterna. Tuttavia, entrambi sfidano la decomposizione del corpo. Entrambi incarnano l’idea di una vita oltre la morte.
È qui che la storia si fa interessante. In Italia, terra di santi e leggende, il confine tra sacro e profano si dissolve. Tra reliquie custodite in teche dorate e corpi inquieti nelle credenze popolari, si nascondono storie straordinarie.
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Giuseppe Davanzati e la Dissertazione sopra i Vampiri
Con l’avanzare dell’Illuminismo, le superstizioni iniziarono a essere studiate. Nel 1744, Giuseppe Davanzati, arcivescovo di Trani, scrisse un testo destinato a diventare celebre. La sua Dissertazione sopra i Vampiri affrontava il fenomeno con sguardo razionalista. Smontava il mito pezzo per pezzo. Rimaneva, però, il fascino oscuro della leggenda.
Un cast di esperti d’eccezione
Santi e Vampiri non è un documentario di semplice divulgazione. Si avvale di voci autorevoli della cultura italiana. Tra i protagonisti: Francesco Paolo De Ceglia, Pasquale Palmieri, Francesco Introna, Mirko Lino e Luigi Garlaschelli, insieme ad altri esperti di fama nazionale.
Le riprese si sono svolte in luoghi suggestivi e carichi di storia. Tra questi: San Marino, Venezia, Bologna, Napoli, Bari, Putignano e Molfetta. Ogni location aggiunge uno strato visivo e simbolico al racconto.
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La parola agli autori
Corrado Azzollini spiega così la sua visione: il documentario esplora il vampirismo come metafora della paura della morte. Non solo come narrazione gotica o ricerca antropologica. Ma soprattutto come desiderio umano di restare aggrappati alla vita.
Serena Porta, invece, ha puntato su un approccio innovativo e rigoroso. Il film alterna riprese in luoghi reali e sequenze animate. Crea così un racconto visivo che intreccia passato e presente. Inoltre, dedica particolare attenzione alle figure femminili del mito. Supera gli stereotipi. Offre una lettura più articolata e moderna.
Chi c’è dietro la produzione
Kraken S.r.l., con sede a Molfetta, è una realtà produttiva radicata nel territorio pugliese. La sua missione è valorizzare giovani talenti e storie locali. In associazione lavora Flowerland S.r.l., specializzata in produzione e diritto dello spettacolo.
La distribuzione è affidata a Draka Distribution, società pugliese con un catalogo ricco di film e documentari italiani e stranieri. La sua linea editoriale promuove il cinema indipendente di qualità.
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