Mario Tozzi torna in televisione con una nuova stagione di Sapiens Files. Il programma va in onda stasera, sabato 27 giugno, alle 20.30 su Rai 3. Sono undici nuovi appuntamenti dedicati alla storia dell’umanità e del pianeta.
Il primo episodio si intitola La febbre dell’oro. Un titolo che dice tutto — e non dice ancora abbastanza.
L’oro come specchio della civiltà umana
Da sempre, i Sapiens estraggono risorse dalla Terra. Legno, pietra, ferro, sale, carbone, petrolio. E oro. Tuttavia, tra tutti questi materiali, l’oro occupa un posto del tutto speciale. Non si mangia, non si beve, non riscalda. Eppure è diventato la misura del valore di tutte le altre cose.
Come mai? Tozzi cerca di rispondere partendo da una domanda ancora più grande: com’è arrivato l’oro sulla Terra? La risposta è sorprendente. L’oro è arrivato miliardi di anni fa, trasportato dalle meteoriti. Non è nato qui. Viene dallo spazio.
Da quando è stato scoperto — circa 6.000 anni fa — i Sapiens ne hanno estratte 220.000 tonnellate. Due terzi di questa quantità sono stati estratti dopo il 1950. A questi ritmi, fra trent’anni potrebbe finire.
Firenze, il fiorino e il dollaro del Medioevo
Il primo episodio parte da Firenze, città che con l’oro ha un rapporto antico e profondo. La prima tappa è il Ponte Vecchio, dove ancora oggi decine di botteghe orafe animano uno dei ponti più famosi del mondo.
Fu Ferdinando I de’ Medici a volerlo così. Nel 1594 decise di sostituire conciatori e macellai con artigiani dell’oro. Una scelta estetica, certo. Ma anche politica.
Poi c’è Piazza della Signoria, un tempo sede della prima Zecca fiorentina. Le acque del torrente Scheraggio — oggi interrato — azionavano i magli per punzonare le monete. Infine, il Museo Archeologico Nazionale offre uno sguardo sull’uso dell’oro nell’antichità. Per gli Etruschi era lo status portato nell’aldilà. Per gli Egizi, il corredo sacro per il viaggio verso l’oltretomba.
Nel 1252 Firenze inizia a coniare il fiorino, una delle valute più accettate nel commercio medievale internazionale. È, a tutti gli effetti, il dollaro del Medioevo. Il fiorino scompare nel 1532 — lo stesso anno in cui il conquistador spagnolo Pizarro arriva in Perù e scopre l’oro degli Inca.
Tonnellate di metallo prezioso arrivano così a Firenze. I Medici, che si consideravano eredi degli Etruschi nell’oreficeria, affidano a Benvenuto Cellini la creazione del nuovo scudo d’oro.
L’impatto ambientale della corsa all’oro
Oggi l’oro si cerca ancora. Nelle miniere sotterranee e a cielo aperto, in tutti i continenti tranne l’Antartide. Ma la corsa all’oro ha un costo che spesso non appare nei libri di storia.
Per separare l’oro dalla roccia si usa il mercurio, una sostanza tossica. Se mal gestito, avvelena i minatori, i fiumi e l’intera catena alimentare. Un rischio concreto, non teorico.
È ancora vivo il ricordo dell’incidente in Romania nel 2000. Una vasca di fanghi tossici cedette. Il contenuto si riversò nei fiumi, uccidendo i pesci in un raggio vastissimo. Un disastro ambientale che il mondo ha quasi dimenticato.
Eppure, la domanda di oro non si ferma. Anzi, cresce. E si cercano nuove fonti. Una quantità crescente viene oggi recuperata dai rifiuti elettronici: una tonnellata di telefoni cellulari contiene più oro di una tonnellata di minerale grezzo. È il riciclo come nuova miniera.
Sapiens Files: dove e come guardarlo
Sapiens Files è prodotto con l’ausilio di documentari e riprese in luoghi di grande valore storico e naturale. La regia è di Alberto Polimanti. Per chi manca la diretta, il programma è disponibile anche in streaming su RaiPlay.
Per approfondire altri programmi televisivi della stagione estiva, consulta il palinsesto televisivo su puntozip.net. Se ami la divulgazione scientifica in tv, trovi altri consigli tra i programmi consigliati su puntozip.net. E per non perdere nessun appuntamento con Rai 3, segui la sezione dedicata alle guide tv su puntozip.net.
Sapiens Files — sabato 27 giugno, ore 20.30, Rai 3. Anche in streaming su RaiPlay.
Commenta per primo