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Stasera in tv appuntamento con Iconologie quotidiane

L’iperrealismo statunitense coast to coast

Stasera in tv appuntamento con Iconologie quotidiane

L’iperrealismo è una corrente artistica che si afferma in America negli anni ’60-’70 e persegue un ritorno alla raffigurazione della realtà nei suoi dettagli più meticolosi. Ne parla Rodolfo Papa nell’ultimo appuntamento con la nuova serie di “Iconologie quotidiane” in onda domenica 16 giugno alle 20.00 su Rai Storia. L’obiettivo è produrre opere d’arte di carattere figurativo capaci di proporsi concorrenziali con la fotografia, sul piano della resa realistica. Questa maniacale ricerca della adesione al dato oggettuale crea però una sospensione irreale e astratta in cui il tempo sembra fermarsi. I più importati esponenti di questa corrente sono Robert Becthel e Richard McLean nella costa est, Robert Cottingham e Don Eddy nella west coast.
Il cosiddetto “fotografo a matita” Paul Cadden, il disegnatore che si diletta a riprodurre a mano fotografie in primo piano con un grado di dettaglio incredibile. Dalle innumerevoli rughe sul volto di una donna, dalle goccioline d’acqua fino allo sbuffo di fumo che fuoriesce da una sigaretta, tutto nei ritratti di Cadden appare assolutamente reale; al punto che le differenze tra il quadro e la fotografia sono impercettibili. L’artista stesso afferma: “Questo stile iperrealista si concentra molto di più sui dettagli che sui soggetti raffigurati. Sculture e dipinti iperrealisti non sono rigorose interpretazioni di fotografie, né sono illustrazioni letterali di una particolare scena o di un soggetto. Invece utilizzano elementi aggiuntivi, spesso sottili, per creare l’illusione di una realtà che non esiste o non può essere vista dall’occhio umano. Inoltre, si possono incorporare elementi tematici emotivi, sociali, culturali e politici come un’estensione dell’illusione visiva; insomma una visione diversa rispetto alla scuola, più vecchia e considerevolmente più letterale, del fotorealismo”.
Non tutti si servono delle tecniche fotografiche per riprodurre alla perfezione la realtà. Close, per esempio, nei suoi ritratti si serve intenzionalmente di fotografie sfocate.

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