Un racconto inedito di Sergio Zavoli

“Ho raccontato tante storie, ma ancora nessuno ha raccontato la mia” così aveva detto Sergio Zavoli al regista e autore Mauro Bartoli in uno dei loro ultimi incontri, prima della scomparsa del grande giornalista avvenuta nel 2020. Parole che – insieme a due interviste inedite del 2008 e del 2017 – danno vita allo speciale di Mauro Bartoli “Il sole tramonta alle spalle”, che Rai Cultura propone lunedì 6 gennaio alle 21.10 in prima visione su Rai Storia.
Nel film – realizzato grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission e al contributo del Comune di Rimini e della Repubblica di San Marino – Zavoli racconta non tanto la propria storia quanto le proprie “radici”, l’amicizia con Federico Fellini, il legame poetico con l’Emilia-Romagna e in particolare con la città di Rimini, l’inizio di una grande avventura professionale: un “Amarcord”, come aveva scritto Zavoli in “Romanza”.
Le parole del giornalista, che per la prima volta interviene in modo ampio e dettagliato sul rapporto con Fellini e sul rapporto di entrambi con Rimini, si intreccia con le interviste ai registi Pupi Avati e Gianfranco Angelucci, e a Gianfranco Miro Gori, storico del cinema già direttore della Cineteca di Rimini.
Sergio Zavoli è stato il miglior giornalista nella storia della RAI. Nato a Ravenna nel 1923, ma riminese d’adozione, in ogni caso sangue romagnolo, apparteneva alla stessa generazione dei consanguinei Federico Fellini, l’amico di una vita a cui dedicò vari programmi, e Tonino Guerra. Tributò il giusto onore ai due Alfredi romagnoli, Oriani e Panzini, ma soprattutto a Giovanni Pascoli, il cui impasto di socialismo e cristianesimo si specchia nel titolo della precoce autobiografia, Socialista di Dio (1981), che Zavoli diede alle stampe nel periodo in cui fu presidente della RAI (1980-86), forse anche alla ricerca di un’impossibile equidistanza tra DC e PSI.
Nel film – realizzato grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission e al contributo del Comune di Rimini e della Repubblica di San Marino – Zavoli racconta non tanto la propria storia quanto le proprie “radici”, l’amicizia con Federico Fellini, il legame poetico con l’Emilia-Romagna e in particolare con la città di Rimini, l’inizio di una grande avventura professionale: un “Amarcord”, come aveva scritto Zavoli in “Romanza”.
Le parole del giornalista, che per la prima volta interviene in modo ampio e dettagliato sul rapporto con Fellini e sul rapporto di entrambi con Rimini, si intreccia con le interviste ai registi Pupi Avati e Gianfranco Angelucci, e a Gianfranco Miro Gori, storico del cinema già direttore della Cineteca di Rimini.
Sergio Zavoli è stato il miglior giornalista nella storia della RAI. Nato a Ravenna nel 1923, ma riminese d’adozione, in ogni caso sangue romagnolo, apparteneva alla stessa generazione dei consanguinei Federico Fellini, l’amico di una vita a cui dedicò vari programmi, e Tonino Guerra. Tributò il giusto onore ai due Alfredi romagnoli, Oriani e Panzini, ma soprattutto a Giovanni Pascoli, il cui impasto di socialismo e cristianesimo si specchia nel titolo della precoce autobiografia, Socialista di Dio (1981), che Zavoli diede alle stampe nel periodo in cui fu presidente della RAI (1980-86), forse anche alla ricerca di un’impossibile equidistanza tra DC e PSI.
Appuntamento assolutamente imperdibile.
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