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Stasera in TV: “Il “Passato e Presente” di Rai Storia (canale 54)”. La propaganda nella Grande Guerra

Oggi in TV: "A "Passato e Presente" le stragi naziste". Su Rai3 con Paolo Mieli e la professoressa Isabella InsolvibileNell’inverno del 1914 l’idea di una guerra rapida e di movimento si infrange contro la potenza di fuoco dei cannoni e dell’artiglieria. Il conflitto si trasforma in una guerra di logoramento combattuta in gran parte nelle trincee.

Di fronte alla necessità di guidare le grandi masse di soldati, di controllare e dirigere i loro sentimenti, così come quelli di tutta la popolazione, ogni governo belligerante scopre il valore stra¬tegico della propaganda. Vengono utilizzati tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Fotografie, giornali, cartoline, disegni satirici. A “Passato e Presente” – il programma di Rai Cultura in stasera alle 20.30 su Rai Storia (canale 54) – Paolo Mieli ne parla con il professor Giorgio Belardelli.

In Italia la propaganda viene inizialmente rivolta al fronte interno, cioè quello dei civili. Per vincere la guerra bisogna trovare risorse. Tra il 1914 e il 1918 lo stato italiano ricorre a sei prestiti di guerra nazionali che verranno pubblicizzati con grandi manifesti appesi nei teatri, nelle stazioni ferroviarie, sui muri delle città. A partire dal 1917, dopo i fatti di Caporetto e l’arrivo del generale Diaz a sostituire Cadorna, la propaganda sposta la sua attenzione sul fronte del soldato. Dopo mesi e mesi di guerra, entra finalmente in gioco il fattore umano. Alle tradizionali regole della disciplina militare si affianca l’arte sottile della motivazione e della persuasione.

Nasce quindi il servizio Propaganda. Noto come servizio P. che contribuisce all’elevazione del morale dei combattenti attraverso una capillare ed efficace opera di persuasione di carattere politico e patriottico. Segnalare ai comandi tutte quelle situazioni di carattere morale e materiale che possono rendere più difficile la vita quotidiana del soldato al fronte. Tra i maggiori strumenti di questa persuasione ci sono i Giornali di trincea, pensati, organizzati e scritti per i combattenti nelle trincee. Il primo giornale a grande tiratura esce il 21 marzo del 1918. Si chiama “La Tradotta”, settimanale della III armata.

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