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Stasera in tv imperdibile appuntamento con Cine Libre

I Carteles de Cine

Stasera in tv imperdibile appuntamento con Cine Libre

Cuba 1961: nascono i Carteles de Cine, un fenomeno artistico eccezionale negli anni ruggenti della rivoluzione. Oggi che questa arte è stata iscritta nel Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, “Cine Libre” – in onda venerdì 5 luglio alle 19.25 su Rai 5 – ricostruisce questa incredibile avventura fatta di arte, cinema e passione che riemerge dal passato grazie al più importante gruppo di giovani artisti grafici cubani: El Nocturnal. Vent’anni dopo Buena Vista Social Club, passato e presente tornano a confrontarsi in una storia mai raccontata, emozionante e divertente.
È il 23 marzo 1959 e sono trascorsi 83 giorni dall’ingresso di Fidel Castro all’Avana. Prima ancora della ridistribuzione delle terre e della nazionalizzazione delle imprese straniere, il governo rivoluzionario fonda l’Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografiche, che subito pone le basi per realizzare un nuovo cinema.
Pochi sanno che Cesare Zavattini fu il primo a scrivere copioni coi giovani registi cubani, pochi sanno di Joris Ivens che insegnava ai soldati cubani come fare riprese di guerra usando macchine da presa di legno (non ce n’erano a sufficienza di quelle vere), pochi sanno che il primo film rivoluzionario venne girato da Otello Martelli e Arturo Zavattini reduci dalle riprese de “La Dolce Vita”.
Intanto arriva l’embargo americano, Hollywood viene bandita dalle sale cinematografiche cubane che si aprono al cinema d’autore di tutto il mondo. Tutte le locandine originali vengono eliminate perché troppo commerciali e a un gruppo di giovani disegnatori viene affidato il compito di rifarle da zero. Il manifesto non vuole più sedurre lo spettatore con volti di star, scene suggestive, bensì attrarlo con un linguaggio metaforico e stimolarne il pensiero critico. Il risultato è straordinario: nasce il Cartel de Cine, libera da convenzioni e ricca di proposte grafiche. Questa tradizione prosegue ancora oggi a Cuba grazie a un gruppo di artisti, eredi di quei maestri.

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