Un documentario cinematografico racconta il viaggio della memoria verso l’Istria. In onda martedì 10 febbraio alle 22.00 su Rai Storia.
Il ritorno alle terre abbandonate
Rai Cultura propone stasera “Rotta 230°. Ritorno alla terra dei padri”, il film di Igor Biddau. Il documentario racconta l’esodo giuliano dalmata attraverso un viaggio per mare carico di memoria.
La messa in onda è prevista per martedì 10 febbraio alle 22.00 su Rai Storia. L’appuntamento coincide con il Giorno del Ricordo, istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano dalmata.
L’imbarcazione Klizia ripercorre la rotta dell’esilio
Al centro della narrazione c’è l’imbarcazione Klizia e il suo equipaggio. Il comandante è Giulio Marongiu, ottantaseienne esule da Pola trapiantato a Fertilia, in Sardegna.
Dopo oltre 70 anni, l’equipaggio ripercorre in senso inverso la rotta dell’esodo. Nella primavera del 1948, 13 pescherecci trasportarono 53 famiglie di esuli. Provenivano da Istria, Fiume e Dalmazia.
Dopo 20 giorni e 20 notti di navigazione lungo le coste italiane, raggiunsero Fertilia. Si tratta di una piccola città di fondazione vicino ad Alghero. Lì trovarono rifugio e iniziarono una nuova vita.
Da Alghero alle città istriane
Il Klizia è salpato da Alghero per raggiungere diverse tappe significative. Prima Chioggia, porto di partenza originario dei pescherecci. Poi Venezia, Trieste e Muggia.
Successivamente, l’imbarcazione ha superato i confini nazionali. Ha toccato Capodistria, Pirano in Slovenia, quindi Rovigno e Pola in Croazia.
Per Giulio Marongiu si è trattato di un momento particolarmente emozionante. Ha rivisto per la prima volta Pola, la città abbandonata da bambino.
L’equipaggio e la produzione
Insieme a Giulio Marongiu hanno navigato il figlio Federico e Mauro Manca. Entrambi sono fondatori dell’Ecomuseo Egea. L’equipaggio comprendeva anche Giuseppe Bellu e Federica Picone.
Quest’ultima ha interpretato la Sirena ispiratrice che ha guidato Giulio nel suo ritorno. Il film è stato scritto da Mario Audino e Igor Biddau.
La voce narrante è quella di Roberto Pedicini, tra i migliori doppiatori italiani. Alina Person ha dato voce alla Sirena. Le musiche sono state composte dal Maestro Pinuccio Pirazzoli, con la performance di Isabella Adriani.
La produzione è firmata da Gianluca Vania Pirazzoli per Time Multimedia.
Un esempio di resilienza e inclusione
Il documentario in onda stasera rappresenta un importante documento storico. Racconta una pagina dolorosa della storia italiana del Novecento.
Inoltre, offre un meraviglioso esempio di resilienza. Fertilia ha accolto una comunità senza casa, diventando simbolo di inclusione.
Gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia si sono distinti ovunque per grande forza. Hanno saputo ricostruire una vita dopo la tragedia subita.
L’incontro tra una città senza abitanti e una comunità sradicata ha generato nuove radici. Un patrimonio di memoria destinato a rimanere nella storia collettiva.
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