A Roma lo spettacolo che sfida l’intelligenza artificiale: sei spettatori contro una macchina che finge di essere umana

A Roma lo spettacolo che sfida l'intelligenza artificiale: sei spettatori contro una macchina che finge di essere umanaAl TeatroBasilica debutta “La stanza di Julio Cortázar”: un’esperienza immersiva dove il pubblico deve smascherare un’AI

Dal 27 al 28 gennaio 2026, il TeatroBasilica di Roma ospita un esperimento teatrale rivoluzionario. Si tratta de La stanza di Julio Cortázar, produzione del Gruppo della Creta che trasforma il palcoscenico in un campo di battaglia tra uomo e macchina.

Dimenticatevi la classica serata a teatro. Qui non ci sono poltrone comode e sipari che si aprono. Invece, gruppi di sei spettatori alla volta entrano in scena per affrontare una sfida inquietante: scoprire se stanno parlando con un essere umano o con un’intelligenza artificiale.

Un’esperienza immersiva ispirata al capolavoro di Cortázar

L’idea nasce da Alessandro Di Murro, con drammaturgia di Tommaso Emiliani. L’opera si ispira a Rayuela, il romanzo cult di Julio Cortázar che ha rivoluzionato la narrativa. Come il libro permette ai lettori di scegliere l’ordine delle pagine, così lo spettacolo affida al pubblico il potere di determinare il senso dell’esperienza.

In scena ci sono Jacopo Cinque e Bruna Sdao, che danno vita a questo dispositivo ludico dal forte rigore concettuale. Completano il team creativo Matteo Ziglio alle luci e Giulia Barcaroli ai costumi. La consulenza scientifica è affidata a Joel Bardo.

Come funziona il gioco contro l’intelligenza artificiale

Dal momento dell’ingresso, gli spettatori diventano protagonisti attivi. Devono porre domande strategiche, osservare comportamenti, cercare indizi. L’obiettivo? Smascherare JackBot, il programma di intelligenza artificiale addestrato appositamente per questo spettacolo.

Non esiste una trama tradizionale. Dentro la stanza si gioca, si dubita, ci si espone. Ogni sessione dura trenta minuti e si svolge dalle 18.00 alle 23.00, creando un flusso continuo di micro-esperienze uniche e irripetibili.

L’attesa diventa parte dello spettacolo

Inoltre, mentre aspettano il proprio turno, i visitatori possono immergersi nell’universo dell’opera. Sono disponibili i video-diari in cui Jacopo Cinque documenta l’addestramento di JackBot. Oppure si può giocare a campana sui tabelloni disegnati a terra, omaggio al titolo originale del romanzo (Rayuela significa proprio “gioco della campana”).

E ancora: un calice di vino accompagna l’ascolto di una playlist tematica ispirata all’opera di Cortázar. L’attesa diventa così parte integrante dell’esperienza, preparando emotivamente e concettualmente il pubblico alla sfida.

Tecnologia e filosofia nel cuore di Roma

Questo debutto nazionale arriva dopo uno studio approfondito condotto nella scorsa stagione. Il risultato è un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto sempre più complesso tra esseri umani e macchine intelligenti.

Il TeatroBasilica, diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro, si conferma così laboratorio di sperimentazione teatrale. Con supervisione artistica di Antonio Calenda, lo spazio in Piazza di Porta San Giovanni 10 continua a proporre progetti che ridefiniscono il concetto stesso di teatro.

Per prenotazioni e informazioni: [email protected] oppure +39 392 9768519. L’ingresso è contingentato proprio per garantire l’esperienza immersiva: solo sei fortunati alla volta potranno varcare la soglia de La stanza di Julio Cortázar.

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