Il Giappone arriva a Bologna con un weekend immersivo tra immagini, fiabe e tradizione visiva.
Il Museo Civico Archeologico di Bologna dedica due giorni al teatro Kamishibai, il celebre “teatro di carta” giapponese.
L’iniziativa si inserisce nel Public Program della mostra “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga”, già protagonista della scena culturale cittadina.
Un weekend nel segno del Kamishibai a Bologna
Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026 il museo diventa un piccolo palcoscenico giapponese.
Il programma è curato dal divulgatore Pino Zema, responsabile del progetto “Kamishibai Milano”.
Gli appuntamenti sono pensati per un pubblico ampio, da bambini a adulti curiosi.
Gli incontri permettono di scoprire storie, figure e tradizioni del teatro d’immagini Kamishibai.
Si tratta di un’occasione rara per vivere da vicino una pratica narrativa ancora poco conosciuta in Italia.
Inoltre, il weekend dialoga direttamente con i temi della mostra dedicata a Hokusai e al manga contemporaneo.
Kamishibai, il teatro di carta tra Hokusai e i manga
Il Kamishibai nasce come arte di strada nel Giappone del primo Novecento.
Gli artisti giravano per i quartieri con una bicicletta e un piccolo teatrino di legno.
Dentro quel teatrino scorrevano tavole illustrate, accompagnate dalla voce del narratore.
Questa forma espressiva affonda però le radici in una lunga tradizione di narrazione per immagini.
Dal periodo Edo, con le stampe ukiyo-e, il racconto per immagini ha plasmato l’immaginario visivo giapponese.
Non a caso, il Kamishibai è considerato un precursore diretto di manga e anime.
La composizione grafica delle tavole, la scansione delle scene, il ritmo narrativo ricordano il linguaggio del fumetto.
Per questo motivo, l’evento bolognese interessa tanto chi ama l’animazione giapponese, quanto chi segue le mostre di arte contemporanea.
Sabato 17 gennaio: “Kamishibai, segno e racconto”
Il weekend si apre sabato 17 gennaio 2026, alle 16:30, con una conferenza interattiva.
L’incontro, dal titolo “Kamishibai, segno e racconto”, si svolge nella Sala Conferenze del museo.
La durata prevista è di 60 minuti, con ingresso libero fino a esaurimento posti.
L’appuntamento è rivolto a giovani e adulti, interessati a capire il rapporto tra immagini e narrazione.
Pino Zema racconta la storia del Kamishibai, mostrando come si collochi “tra Hokusai e il Manga”.
Sono previste proiezioni di immagini, spezzoni video e brevi narrazioni dimostrative dal vivo.
In questo modo il pubblico vede da vicino il funzionamento del teatrino di legno e delle tavole illustrate.
La conferenza mette in dialogo il Kamishibai con la storia della grafica giapponese e con la cultura pop.
Domenica 18 gennaio: fiabe e misteri con “Kamishibai, c’era una volta in Giappone”
Domenica 18 gennaio 2026 il protagonista diventa il pubblico delle famiglie, a partire dai 5 anni.
Nell’Aula Didattica si tengono tre interventi divulgativi: alle 11, alle 15 e alle 17.
Il titolo dell’appuntamento è “Kamishibai, c’era una volta in Giappone”.
La durata di ogni incontro è di 30 minuti, con ingresso tramite biglietto della mostra nelle fasce orarie indicate.
Zema propone alcune fiabe tradizionali giapponesi, ispirate alle opere e ai temi esposti in mostra.
Tra le storie figurano “La gratitudine della gru”, legata alle gru disegnate da Hokusai.
Compare anche “Nonno togliporri”, racconto che richiama il tema del volto e della maschera.
Le narrazioni mescolano meraviglioso, comico e drammatico, in un’atmosfera sospesa tra umano e soprannaturale.
I confini tra i mondi risultano labili, e ogni scena sembra aprire una porta inattesa.
Il Kamishibai trasforma così l’aula didattica in uno spazio magico di racconto condiviso.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga: la mostra che incornicia l’evento
Il weekend Kamishibai nasce all’interno della mostra “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga”.
Si tratta del primo grande progetto espositivo italiano interamente dedicato alla grafica giapponese.
La mostra è ospitata al Museo Civico Archeologico dal 20 novembre 2025 al 6 aprile 2026.
Curata da Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza, l’esposizione è prodotta da MondoMostre.
Il percorso accompagna il visitatore dal periodo Edo alla contemporaneità, con un forte taglio visivo.
Dalle stampe ukiyo-e ai poster d’artista, fino ai manga odierni, emerge un filo rosso coerente.
Il progetto indaga le ragioni del successo globale della grafica giapponese.
Sottolinea il legame indissolubile tra segno, disegno e cultura pop, centrale anche nel Kamishibai.
Per chi segue la cultura giapponese, la sinergia tra mostra e Public Program risulta particolarmente interessante.
Un successo di pubblico al Museo Civico Archeologico
La mostra ha aperto a novembre 2025 e sta per raggiungere 30.000 presenze complessive.
Durante le festività natalizie il museo ha registrato un forte aumento di visitatori italiani e stranieri.
Quasi 3.000 persone hanno aderito all’iniziativa “A Natale regala l’Arte”, acquistando un biglietto Open per la mostra.
Il weekend Kamishibai si inserisce quindi in un contesto già molto partecipato e vivace.
Intanto, tutte le informazioni aggiornate su orari e attività sono disponibili sul sito ufficiale www.graphicjapanbologna.it.
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