Il regista che la Nouvelle Vague non voleva
C’è un nome che divide ancora oggi la critica cinematografica francese. Henri-Georges Clouzot, nato a Niort nel 1907, è stato uno dei più grandi registi noir della storia del cinema. Eppure, i protagonisti della Nouvelle Vague non lo amavano affatto. Anzi, gli riservavano critiche durissime.
Nonostante questo, Clouzot ha vinto premi ovunque. Nel 1947 conquistò il premio per la regia alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1949 arrivò il Leone d’Oro. Nel 1953, l’Orso d’Oro a Berlino. Infine, nel 1961, persino una nomination all’Oscar.
Ora, finalmente, il pubblico italiano può riscoprire il suo cinema. Dal 17 al 30 giugno 2026, la Cineteca Milano Arlecchino dedica al regista francese una rassegna imperdibile.
Nove film per scoprire un genio del noir
La rassegna si intitola “Il cinema scomodo di Henry-Georges Clouzot in 9 lungometraggi”. Inoltre, include titoli che hanno fatto la storia del cinema noir europeo.
Si parte con I diabolici, considerato il vertice assoluto del thriller clouzotiano. Due donne, un uomo da eliminare, un cadavere che sparisce. La realtà si sgretola, la tensione esplode. Tuttavia, è solo l’inizio.
Poi arriva Il corvo, un capolavoro del 1943. Una piccola città viene distrutta da lettere anonime. Nessuno è innocente. Tutti possono essere colpevoli.
I film della rassegna
Tra i titoli in programma ci sono:
- L’assassino abita al 21 — un serial killer semina il panico a Parigi
- Legittima difesa — il suo film più rappresentativo, ambientato al Quai des Orfèvres
- Vite vendute — un viaggio disperato nel deserto con nitroglicerina
- Le spie — una clinica psichiatrica trasformata in labirinto di doppi giochi
- La prigioniera — un conflitto interiore tra seduzione e dominio psicologico
- Il mistero Picasso — un documento unico sulla nascita di un’opera d’arte
Un cinema fatto di ombre e verità scomode
Clouzot non ha mai cercato il consenso facile. Al contrario, ha raccontato l’animo umano nelle sue zone più oscure. I suoi personaggi sono prigionieri delle proprie ossessioni. Gli ambienti ordinari diventano, lentamente, luoghi di paranoia.
È un cinema che parte dal quotidiano per arrivare all’incubo. Pertanto, ogni suo film lascia nello spettatore un senso di disagio duraturo. Non è intrattenimento leggero: è arte che disturba e illumina allo stesso tempo.
Per approfondire il suo universo creativo, puoi leggere anche la nostra guida ai grandi autori del cinema europeo e le ultime news dal mondo del cinema e degli eventi culturali.
Una masterclass con un criminologo
La rassegna offre anche un evento speciale. Martedì 23 giugno alle 19.00, il criminologo Adolfo Ceretti terrà una masterclass a ingresso libero. L’incontro precede la proiezione de L’assassino abita al 21.
È un’occasione rara per capire come la criminalità, il male e la psicologia umana si intreccino nel cinema di Clouzot. Dunque, non solo film: anche cultura, analisi e riflessione.
Perché non perdere questa rassegna
Clouzot è un regista che pochi conoscono davvero in Italia. Eppure, la sua influenza sul thriller moderno è enorme. Alfred Hitchcock lo rispettava profondamente. I suoi film anticipano temi e tecniche del cinema contemporaneo.
Questa rassegna è, quindi, un’opportunità straordinaria. Sia per chi scopre Clouzot per la prima volta, sia per chi vuole riscoprirlo sul grande schermo. La Cineteca Milano Arlecchino apre una finestra su un cinema senza compromessi, coraggioso e visionario.
La rassegna “Il cinema scomodo di Henry-Georges Clouzot in 9 lungometraggi” si tiene dal 17 al 30 giugno 2026 alla Cineteca Milano Arlecchino.
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