Era il 9 febbraio 1961. Sullo schermo italiano appariva per la prima volta qualcosa di diverso. Si chiamava Controfagotto. Sguardi sul costume, ed era firmato da Ugo Gregoretti.
Oggi quel programma torna in onda. Rai Cultura lo ripropone da lunedì 9 marzo alle 19.30 su Rai Storia.
Cos’era “Controfagotto”
Si trattava di una rubrica quindicinale dedicata alla cronaca quotidiana. Non quella dei grandi eventi, però. Al contrario, il programma si concentrava su storie spesso relegate nella pagina cittadina di un quotidiano locale.
Alla trasmissione collaboravano vari telecronisti italiani e corrispondenti stranieri. Partecipavano inoltre giornalisti e scrittori specializzati nei temi trattati. Era, quindi, un lavoro collettivo e multivocale.
Perché era innovativo
Per la Rai di allora, ancora giovane e in cerca di un suo linguaggio, Controfagotto rappresentava una novità assoluta. La cinepresa veniva usata in modo insolito e disinvolto.
L’obiettivo era chiaro: creare una nuova forma di umorismo satirico. Allo stesso tempo, si voleva rompere con i classici schemi della ripresa televisiva tradizionale.
Un linguaggio tutto nuovo
Fino ad allora, la televisione italiana seguiva regole consolidate e collaudate. Con Controfagotto, invece, tutto cambiava.
La telecamera diventava uno strumento espressivo, non solo documentativo. Di conseguenza, il racconto televisivo guadagnava una dimensione più libera e ironica.
Questo approccio anticipava in parte ciò che sarebbe diventato normale decenni dopo nel giornalismo televisivo moderno.
Perché vale la pena rivederlo oggi
Rivedere Controfagotto nel 2025 non è semplice nostalgia. È piuttosto un modo per capire le radici della satira televisiva italiana.
Inoltre, il programma mostra come la Rai abbia saputo, in certi momenti, sperimentare davvero. Anche quando il rischio era alto e i modelli di riferimento erano pochi.
Quindi, l’appuntamento su Rai Storia è un’occasione da non perdere per chi ama la storia della televisione italiana.
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