Dumas a Poggioreale: Montecristo entra in carcere con De Giovanni e Ardone

Un classico senza tempo entra in carcere

Il 29 giugno succede qualcosa di straordinario a Napoli. Il Premio De Sanctis porta “Il Conte di Montecristo” di Alexandre Dumas tra i detenuti del carcere di Poggioreale. Non si tratta di un semplice evento letterario. È un incontro pensato per trasformare la lettura in uno strumento di dialogo e riflessione profonda.

L’iniziativa nasce con il sostegno dell’Accordo per la Coesione della Regione Campania. Rientra nel Piano Strategico Cultura e Turismo 2026 e si inserisce nella rassegna “Libri Liberi”.

Viola Ardone e Maurizio De Giovanni: due voci per un capolavoro

Sul palco — o meglio, tra le mura — si incontrano due grandi della letteratura italiana contemporanea. Viola Ardone e Maurizio De Giovanni dialogheranno a partire dal romanzo di Dumas. Entrambi affrontano temi che il libro pone da quasi due secoli: giustizia, libertà, vendetta, redenzione.

Viola Ardone, scrittrice napoletana, è nota per la sua trilogia del Novecento pubblicata da Einaudi. Nei suoi romanzi racconta figure femminili e percorsi di riscatto sociale. Insegna inoltre italiano e latino in un liceo. Collabora con testate come la Repubblica e La Stampa.

Maurizio De Giovanni, invece, è uno degli autori italiani più letti al mondo. Ha conquistato milioni di lettori con i romanzi del commissario Ricciardi. Le sue storie sono diventate anche fortunate fiction televisive. Tradotto in numerosi Paesi, è una firma riconosciuta a livello internazionale.

Perché proprio “Il Conte di Montecristo”

Pochi romanzi reggono il confronto con questo capolavoro di Dumas. La storia di Edmond Dantès parla ancora oggi di ingiustizia subita e di riscatto conquistato. In un luogo come il carcere, queste pagine acquistano un peso diverso. Diventano, infatti, uno specchio potente dell’esperienza umana.

Per questo il Premio De Sanctis ha scelto proprio quest’opera. I grandi classici della letteratura non invecchiano mai. Continuano, al contrario, a offrire chiavi di lettura sul presente.

Il Premio De Sanctis: quindici anni di cultura

Giunto alla sua quindicesima edizione, il Premio De Sanctis è tra i riconoscimenti culturali italiani più autorevoli. Dal 2009 valorizza opere e personalità capaci di interpretare il proprio tempo. Premia le voci più significative della cultura nazionale e internazionale.

I vincitori del 2026

Per l’edizione 2026 i premi sono stati assegnati a:

  • Leonardo Colombati per Non vi sarà più notte (Mondadori) — sezione Narrativa
  • Roberto Battiston per Energia. Una storia di creazione e distruzione (Raffaello Cortina) — sezione Saggistica
  • Tonia Mastrobuoni per La Peste (Feltrinelli) — sezione Giornalismo
  • Lorenzo Pavolini per Mille (Marsilio) — Menzione Speciale

La cultura entra dove serve di più

L’incontro di Poggioreale rientra nella sezione “Sguardi sul mondo attuale”. È una delle tante iniziative che il Premio De Sanctis promuove in Campania. L’obiettivo è chiaro: portare la cultura dove il confronto è più necessario. Favorire il dibattito pubblico su temi rilevanti per la contemporaneità.

Letteratura e libertà, dunque, si incontrano ancora una volta. E lo fanno nel luogo più inatteso.

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