Fratello Sole Sorella Luna debutta a teatro: il capolavoro di Zeffirelli torna in scena
Il 5 marzo 2026 segna una data storica per il teatro italiano. Al Teatro Lyrick di Assisi va in scena la Prima Nazionale di Fratello Sole Sorella Luna, tratto dall’omonimo film di Franco Zeffirelli. Le repliche continuano il 6 e 7 marzo, alle ore 21.15. Quindi, dall’autunno 2026, lo spettacolo partirà per una lunga tournée nazionale.
Non si tratta di una semplice trasposizione cinematografica. Questa è una nuova, rigorosa versione teatrale. L’adattamento è firmato da Angela Demattè, che ha lavorato direttamente sulla sceneggiatura originale. Quella sceneggiatura fu scritta dallo stesso Zeffirelli insieme a Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller, due giganti del cinema italiano.
Un cast d’eccezione per una storia senza tempo
Francesco e Chiara: i protagonisti sul palco
Sul palcoscenico, Giulio Pranno interpreta Francesco d’Assisi e Ksenia Borzak dà volto a Chiara. La regia è affidata a Piero Maccarinelli, nome di riferimento del teatro contemporaneo italiano. Inoltre, due presenze speciali arricchiscono ulteriormente lo spettacolo: Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi.
Le musiche di Riz Ortolani rielaborate per il teatro
Uno degli elementi più attesi riguarda la colonna sonora. Le musiche originali di Riz Ortolani, leggenda della musica da film italiana, vengono rielaborate da Alessandro Nidi. Quella dimensione lirica e spirituale che rese il film del 1972 un riferimento mondiale torna così a vivere sul palco.
Il film del 1972: un’opera premiata in tutto il mondo
È utile ricordare la portata del film originale. Fratello Sole Sorella Luna vinse il David di Donatello e fu candidato agli Academy Awards. Zeffirelli costruì un’opera visivamente straordinaria, capace di parlare ai giovani di ogni generazione. Anche oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, il messaggio rimane potente e attuale.
Assisi, 2026: un anno simbolico per San Francesco
L’ottavo centenario della morte del Santo
La scelta di Assisi non è casuale. Il 2026 segna l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Portare questo spettacolo proprio nel luogo della memoria francescana è quindi un atto culturale preciso e consapevole. È un ritorno alle origini, fisico e simbolico al tempo stesso.
Un messaggio ancora urgente
Lo spettacolo affronta temi profondi e tuttora urgenti. Il conflitto generazionale, la radicalità delle scelte di vita, la povertà come gesto etico e politico: questi non sono concetti astratti. Sono domande che ogni generazione si pone. Il teatro civile italiano trova in questo testo un punto di riferimento ideale.
Tournée nazionale dall’autunno 2026
Dopo il debutto umbro, lo spettacolo attraverserà l’Italia. Dall’autunno 2026 sarà nelle principali città italiane. Un’occasione rara per vedere dal vivo un lavoro che unisce memoria culturale, qualità artistica e rilevanza contemporanea.
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