Gianni De Feo porta Baudelaire in scena: il poeta maledetto rivive sul Lungotevere

Gianni De Feo e Baudelaire: il poeta maledetto incontra un senzatetto sul Lungotevere

Gianni De Feo torna in scena con un nuovo progetto teatrale. Dopo il recital su Jacques Brel e Sergio Endrigo, ora affronta Charles Baudelaire. Un poeta che non smette mai di parlare al presente.

Lo spettacolo è prodotto da Teatrosophia. Il teatro romano si conferma luogo di ricerca e qualità.

Un Lungotevere tra sogno e degrado

Il palcoscenico è un Lungotevere immaginario. Non è Parigi, non è la Senna, non è la Ville lumière. È invece un luogo di margine, di esclusione e di bellezza nascosta.

Un uomo scivolato ai bordi della società vaga tra i ponti. I compagni di sottoponte lo chiamano semplicemente “Baudelaire”. Tuttavia, non è solo un soprannome. È un’identificazione profonda e inquietante.

Perché Baudelaire è un clochard dell’anima

De Feo costruisce un parallelo preciso tra il poeta e il personaggio. Entrambi sono esuli. Entrambi scrutano un cielo da cui sono stati cacciati.

Il verso è diretto e visivo: “Su un rigagnolo prosciugato la bestia aprendo il becco / bagnava nervosamente le ali nella polvere.” Così, il cigno baudelairiano diventa metafora dell’uomo abbandonato.

L’uomo e il poeta si prestano l’anima a vicenda. Si fanno specchio uno dell’altro. Tra verità e menzogna, tra spleen e ideale.

Eros, morte e paradisi artificiali

Lo spettacolo si muove su temi forti. Eros e morte si rincorrono senza mai possedersi. I paradisi artificiali restano un sogno impossibile.

De Feo attinge direttamente ai Fiori del Male per dare forma a questa visione allucinata. La brutalità della realtà e l’incandescenza del sogno si scontrano in scena.

L’immagine finale è quella del fiume. Placido, indifferente, che trasporta il cadavere dell’annegata. Come nella Ballata di Bertolt Brecht. Come una malinconia che non si risolve mai del tutto.

Teatrosophia: teatro e comunità

Al termine di ogni replica, Teatrosophia offre un aperitivo al pubblico. È un momento di incontro tra artisti e spettatori. Una scelta che riflette la vocazione del teatro: creare comunità intorno alla cultura.

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