La musica nasce spesso da un incontro. Un’amicizia, una collaborazione, una band che cresce insieme nel tempo. Quindi non sorprende che il tema scelto per questa puntata di Gli occhi del musicista sia proprio il legame umano tra artisti.
Il programma va in onda mercoledì 18 marzo alle 21.20 su Rai 5.
Da De André a Gaber: le amicizie che fanno la storia
Alcuni sodalizi artistici hanno lasciato un segno profondo nella cultura italiana. È il caso, per esempio, del rapporto tra Paolo Villaggio e Fabrizio De André, amici prima ancora che collaboratori. O di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, due giganti della canzone d’autore le cui carriere si sono incrociate più volte.
Questi legami non sono semplici coincidenze. Sono, invece, il terreno fertile da cui nascono alcune delle opere più autentiche della musica italiana.
Gli ospiti della puntata
La puntata presenta ospiti molto diversi tra loro. Eppure tutti collegati dal filo dell’amicizia e della condivisione musicale.
Marco Tardelli apre uno spaccato insolito: quello dello spogliatoio, dove calcio e musica si mescolano nei ricordi dell’ex campione del mondo.
Massimo Varini, chitarrista che ha collaborato con Nek e Biagio Antonacci, racconta invece il mestiere di chi lavora nell’ombra ma è parte fondamentale di un progetto artistico.
Spazio anche al reggae con Bunna & Madaski, anime degli Africa Unite, una delle band italiane con il percorso più lungo e coerente del panorama indipendente.
Infine, due voci femminili dalla scrittura delicata: Lauryyn e L’Aura, cantautrici capaci di raccontare emozioni con semplicità e profondità.
Un programma firmato da Enrico Ruggeri
Gli occhi del musicista è una produzione Rai Cultura. Il programma è ideato da Enrico Ruggeri ed Ermanno Labianca, scritto con Alessio Tagliento, Graziamaria Dragani, Erica Tuccino e Alessandra Urbani, con la collaborazione di Pietro Galeotti.
La produzione esecutiva è di Alberta Bargilli. Il capo progetto è Anna Lisa Guglielmi. La regia è firmata da Stefania Grimaldi.
Il titolo scelto per questa puntata avrebbe potuto essere, come suggerisce lo stesso programma, You’ve Got a Friend. Un’immagine semplice ma efficace per descrivere ciò che la musica, nel profondo, è spesso: una questione di fiducia reciproca.
Commenta per primo