Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 7

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 6

 

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 6Il Crossover di Nostro Signore

(dal sito keblog)

Io me lo immagino Dio. Si è dato sette giorni per creare il mondo. Va bene, sei Colui che tutto puote ma almeno dieci giorni potevi prenderteli. No, ti sei impuntato col sette e i numerologi sulla Terra sono impazziti, mentre col dieci avresti fatto impazzire anche i calciofili che da Rivera a Maradona adorano il Numero… uhmmm… ho perso il filo del discorso anche stasera.

Sette giorni sono pochi dai, fare luce, separare la terra dal mare, creare l’uomo, tutti gli animali. A un certo momento un angelo Gli chiede: ma quella bestia lì, quella con il collo altissimo, ma sarà necessaria? Non la piglieranno in giro come lo struzzo? La giraffa? Tuona l’Altissimo. La giraffa insieme allo struzzo sono i pezzi migliori della mia Creazione! Distratto dalla creatura angelica nostro Signore non si accorse di avere un maiale e una pecora tra le sue possenti mani e dotò di morbido vello il simpatico suino che si confuse con la pecora. Accortosi dell’errore e affezionatosi immediatamente al peloso e curioso maialino lo mise in Ungheria, convinto di averlo occultato adeguatamente.

Invece l’uomo lo scoprì e ne apprezzò il gusto della carne e l’errore fu derubricato a incolpevole distrazione – sette giorni erano pochi, lo sapevano tutti – anche perché se Nostro Signore creò qualcosa avrà avuto le sue buone ragioni.

Quindi Penitenziagite, e buon lunedì a tutti.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 6Attenti a quei due

(da Lapresse e Sky tg24)Durante la recente visita in corso a Washington dei Reali inglesi se ne sono viste delle belle. Il Battutista Reale non si è lasciato sfuggire: «Se non fosse stato per Noi, voi parlereste francese», The Donald ha avuto la presenza di spirito di rispondere: «…e se non fosse stato per Noi voi parlereste tedesco». C’è un fondo di verità probabilmente in queste pizzicate ma questo lo decideranno gli storici che avranno molto da lavorare e divertirsi nei prossimi anni. Credo che dai tempi di Caligola non si vedevano personaggi di tale levatura politica.

Ma la cosa più curiosa la scrive Sky. Carlo III e The Donald sarebbero cugini. L’anello di congiunzione sarebbe il terzo conte di Lennox, pronipote di re Giacomo II di Scozia, che ha regnato tra il 1430 e il 1460. Il presidente degli Stati Uniti, in sostanza, sarebbe un cugino di quindicesimo grado di Re Carlo, secondo il Daily Mail.

Ho una curiosità per il giornale inglese, infatti ho sempre sospettato di essere cugino di tredicesimo grado dei Visconte di Sandwich, vista la mia predilezione per il tramezzino (quello romano, conservato inesorabilmente sotto un panno umido, sennò desisto).

I sempre attenti e preparati giornalisti britannici potrebbero darmi ragione.

Chissà… se Trump e Carlo III sono parenti, niente è impossibile.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 6L’anomalia

(dal Il Post)

Nel calcio milionario, sempre più simile a uno show che a un evento sportivo, c’è un’anomalia chiamata Rayo Vallecano.

Vallecas era un comune della periferia di Madrid, inglobato nella grande metropoli negli anni’50, quartiere prevalentemente di operai e di immigrati che si immedesima con la sua squadra di calcio, la terza di Madrid, la più povera dietro le corazzate Real e Atletico.

Lo stadio è malmesso, manca una curva e al suo posto c’è un muro con un enorme striscione che ricorda le vittime del Covid19, non si comprano biglietti su internet ma si fa diligentemente la fila per acquistare il tagliando cartaceo, in compagnia di birra, bocadillos e ombrellini quando il sole madrileno picchia duro,

Fra i tifosi in coda magari si parla poco di politica ma i sostenitori sono schierati molto a sinistra e profondamente radicati nel quartiere per le loro iniziative; recentemente una colletta per salvare una donna anziana del quartiere da uno sfratto e la sottoscrizione di un fondo di solidarietà per gli insegnanti degli asili nido, in sciopero per un nuovo contratto.

Lo stadio ospita anche le federazioni di scacchi, biliardo, tennis-tavolo e boxe. Non tutto è rose e fiori, il rapporto presidente-tifosi è complicato da divergenze politiche ma non è questo che mi interessa. L’anomalia del Rayo è nota da sempre ai calciofili romantici e ora sarà sotto i riflettori per la semifinale europea con lo Strasburgo: chissà che non ci faccia capire che lo sport può essere ancora veicolo di valori e identità positive senza svendersi al denaro e ai suoi compromessi.

Non solo intrattenimento ma passione sportiva ed impegno civile. Sono idealmente in fila con voi e forza Rayo.

Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 6Insuperabile

(da Fanpage)

Negli anni Ottanta in televisione passava ripetutamente la pubblicità del Tonno Insuperabile che fece diventare una piccola celebrità Franco Botto.

In molti credevamo fosse un vero pescatore, oppure un attore che lo impersonava, invece era un uomo comune. Lavorò a Fincantieri e fu assessore comunale e allenatore di una squadra giovanile in provincia di Genova. Un uomo qualunque.

Franco si è spento all’età di 88 anni, in silenzio, dopo aver assaggiato i suoi 15 minuti di celebrità insieme al Tonno Insuperabile e i suoi 170g di bontà in olio di oliva.

Erano gli anni Ottanta, il potere della pubblicità aveva soppiantato quello del Carosello e l’Italia non sarebbe stata più quella di prima, ma questa è un’altra storia.

Ti sia lieve la terra Franco.

 

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